Sito:  vincam.it - curato da Vincenzo Amendola

Pubblicazioni dell' Autore   EXULTET    Tutti i paesi della Marsica     Catalogo dei Vescovi della Marsica       Qualche battuta       Parlano ancora

Torna all' Indice dei vescovi                  Torna alla cronologia dei Vescovi

 

             

 

° IL VESCOVO BIAGIO VITTORIO TERRINONI

 

(1977-1990)

 

La nomina e l'ingresso

Situazione complessa

Il clero

Il seminario

La visita pastorale 1979-1981

I convegni diocesani

La catechesi

La Scuola di Teologia

I gruppi ecclesiali

I mezzi di comunicazione

L'Archivio Storico

Viaggi pastorali

I Ministeri e il Diaconato permanente

I Religiosi

La Caritas

Don Gaetano, Santina Campana

        Salvatore Lilli

La visita del Papa ad Avezzano

I libri di mons. Terrinoni

50° di Sacerdozio

Terrinoni lascia la Marsica

Dopo il Vescovo Terrinoni

 

LA NOMINA E L’INGRESSO

 

La Chiesa dei Marsi – che sarà ufficialmente denominata dal 30 settembre 1986 Diocesi di Avezzano - il 4 maggio 1977 apprende che il Santo Padre Paolo VI ha nominato il nuovo Vescovo nella persona di Mons. Biagio Vittorio Terrinoni.

Le campane di tutte le chiese suonano a festa: ricomincia in pieno la normale attività religiosa sotto la guida del neo-eletto Pastore.

Naturalmente la curiosità di conoscere l’identità di mons. Terrinoni,  sia nel clero che nei fedeli, è vivissima. Il giorno appresso i giornali, gli altri mezzi di comunicazione e i comunicati della Curia diocesana danno notizie sulla persona del nuovo Vescovo.

Si apprende subito che egli sta a Roma ed è già dal 1971 vescovo titolare di Ferento, ausiliare del Cardinale Vicario del Papa  per il settore Roma-Est.

Mons. Terrinoni è nato a Fiuggi il 2 marzo 1914 da Andrea e Maria Maggi, primo di sette figli; i genitori sono ancora viventi. Nel 1930 entra nel Seminario di Veroli; nel 1933 emette la professione religiosa semplice nell’ordine dei Cappuccini e quella solenne nel 1936. Dal 1934 al 1937 frequenta il corso liceale filosofico nei conventi di Alatri e Monterotondo, poi passa al corso teologico nei conventi di Viterbo e Roma. E’ ordinato sacerdote a Viterbo il 3 marzo 1940. Segue il corso biennale di perfezionamento di studi sociali presso la “Pro Deo” di Roma. Inizia così un’intensa attività pastorale come insegnante nei seminari serafici della provincia romana, cappellano al Policlinico Umberto I di Roma, superiore di case religiose, incaricato in vari settori nella provincia romana dei Cappuccini, fino a divenire Ministro Provinciale dei Cappuccini nel 1961; intanto è stato dal 1952 al 1961 Parroco di S. Felice da Cantalice in Roma-Centocelle; è membro della sottocommissione per il Sinodo Romano e nel 1960 titolare della XVII Prefettura parrocchiale in Roma. Nel 1964 viene eletto Presidente della Conferenza Italiana Superiori Provinciali Cappuccini e  Presidente della Conferenza Italiana Superiori Maggiori. Nel 1967 torna a Centocelle come superiore della casa religiosa e Parroco. Nel 1969 è Segretario nazionale dei Parroci Cappuccini italiani e nel 1970 membro del Consiglio Presbiterale di Roma.

 

Nel primo messaggio, inviato alla Diocesi appena nominato vescovo dei Marsi, egli scrive:

“...Ho sempre saputo, e sono sicuro di poterlo confermare con la mia permanenza fra voi, che la Gente Marsicana è nobile, dignitosa, forte e ricca di fede. Sono fiero di codeste vostre virtù! Esse aprono il mio cuore a motivo di serena fiducia e mi incoraggiano ad incontrarvi per offrirvi il mio fraterno abbraccio e, poi, darci la mano per lavorare insieme, in perfetta comunione ecclesiale...”.

Mons. Terrinoni fa il suo ingresso nella Marsica il 25 giugno 1977.

La cerimonia è disturbata da un forte temporale, ma sia la prima sosta a Carsoli, sui confini della Diocesi verso Roma, che l’accoglienza ad Avezzano risultano festose e cordiali per il gran numero di gente accorsa dalla città e dalle parrocchie. Dopo il saluto del Sindaco Sansone, ha luogo la celebrazione della s. messa, durante la quale il vicario, mons. Celi, porge il benvenuto della Diocesi, e il nuovo Vescovo pronuncia il suo primo discorso al clero e ai fedeli, enunciando le idee ispiratrici del suo governo pastorale:  tanto amore verso il Signore; amore reciproco tra i fratelli; far amare il Signore da tutti:

“...Mi permetto elevare al Signore, anche a nome vostro, la stupenda preghiera di s. Francesco di Sales: Signore, fa che ti amiamo tanto; Signore, fa che ci amiamo tanto;  fa che ti facciamo tanto amare... Vengo in mezzo a voi con umiltà e comprensibile trepidazione; ma sono fermamente convinto di trovare tanta carità e collaborazione in voi tutti. Credetelo! è mio vivo desiderio di donarmi a tutti voi senza risparmio, con gioia, per riuscire ad essere il padre, il pastore, il fratello, il consigliere, l’amico di tutti!”.

Alla cerimonia partecipano mons. Canestri, vice gerente del card. Poletti, e mons. Salimei, che succede a Terrinoni nell’incarico a Roma, personalità politiche e amministrative, tra cui il ministro Gaspari, il Presidente della Giunta Regionale Ricciuti, il Prefetto dell’Aquila, molti sindaci della Marsica, il direttore de Il Tempo G. Letta; amici di Fiuggi e di Roma. Tra la folla svettano i Confaloni delle città di Fiuggi e di Avezzano.        

 Vai all'inizio

 ° SITUAZIONE COMPLESSA

 

La Diocesi dei Marsi  - quando viene affidata a mons. B.V. Terrinoni  -  sta vivendo il periodo successivo il Concilio Vaticano II, nel contesto di tutta la Chiesa Italiana, in uno sforzo di rinnovamento difficile e sotto tanti aspetti anche drammatico. La religiosità del popolo è fortemente tradizionalista, piuttosto formalistica, e la secolarizzazione continua a produrre effetti devastanti, nonostante il profondo attaccamento ai principi cristiani. Gli aspetti innovativi del Concilio non sempre trovano comprensione e pratica attuazione. Lo stesso clero diocesano si ritrova  per lo più impreparato e disorientato nei confronti della cosiddetta nuova evangelizzazione, che del resto si presenta più come impostazione teorica che come esperienza pastorale: e i preti devono continuare a vivere giorno per giorno nei paesi della Diocesi con un popolo che certo non è molto aperto alle novità e ai cambiamenti per motivi culturali, storici, sociali, ambientali. A tutto questo si aggiunga che lo stesso clero si trova in piena crisi numerica: aumentano gli anziani e i sacerdoti giovani sono sempre di meno, mentre le parrocchie più piccole e più scomode restano senza parroco e ad esse si è costretti a provvedere con un lavoro pastorale saltuario, spesso ridotto alla presenza festiva di qualche ora da parte del sacerdote, mentre in quelle più grandi un solo sacerdote deve provvedere a tutte le necessità pastorali.

Ma altre realtà si vanno consolidando nella vita sociale della Diocesi.

Il mondo agricolo - prevalente nel contesto socio-economico-culturale della Marsica - sta subendo, nella zona, una profonda trasformazione: la meccanizzazione è in fase avanzata e la produzione non è più destinata ai soli bisogni della famiglia e al piccolo commercio paesano, ma trova più vasti sbocchi di mercato e  ad essi deve piegarsi nei generi di coltivazione e nella quantità, cambiando mentalità e comportamenti, con inevitabili conseguenze per la vita morale e religiosa.

Il terziario - altra attività caratterizzante la Marsica - continua a subire radicali trasformazioni. Il progresso economico della popolazione, la facilità delle comunicazioni, il desiderio di accedere a tutti i conforts della tecnica per una vita più confortevole e socialmente più gratificante, fanno sì che le attività commerciali si sviluppino e si evolvano rapidamente, trascinando anche l’ambiente artigiano abbastanza diffuso nella zona, prescindendo ormai da qualsiasi preoccupazione morale e religiosa.

La famiglia, sebbene ancora fortemente sentita come unità naturale e punto di riferimento essenziale per la vita, subisce inevitabilmente i contraccolpi di questa situazione, rinforzati dall’influenza che esercitano i mezzi di informazione, ispirati a un moralismo relativistico, il cui solo scopo è quello del successo spettacolare ed affaristico.

La gioventù è stata sradicata dalla famiglia e dal paese; ogni giorno autobus di linea e treni riversano migliaia di giovani che frequentano le scuole superiori ad Avezzano, il centro Diocesi, lasciati a se stessi, alla loro inesperienza ed alla loro presunzione. E sarà sempre un difficile problema pastorale per la Chiesa dei Marsi.

Un altro fenomeno incide profondamente nella vita anche religiosa della Diocesi. I paesi di montagna si spopolano: sono soprattutto le giovani famiglie che abbandonano i luoghi di origine per trasferirsi nei centri più affollati. Il problema non è tanto di quelli che vanno in città lontane dalla regione, quanto dei tanti che si riversano su Avezzano, dando origine a nuovi quartieri nella città, che proprio in questi anni raddoppia la sua popolazione. Questo impone una nuova ed inesplorata necessità pastorale, con problematiche inaspettate e fuori gli orizzonti tradizionali della formazione religiosa.

Questa - a linnee necessariamente sommarie ed incomplete - la situazione della Diocesi dei Marsi, allorché mons. Terrinoni ne assume il governo, succedendo a mons. Ottaviani e a mons. Valerii, sulla cattedra che fu di S.Berardo, di mons.Colli (1500), di mons. Corradini, di mons. Maccafani, di mons. Baronio, di mons. Rossi, tanto per ricordare alcuni dei nomi più illustri dei vescovi marsicani.

Il nuovo Vescovo affronta con serenità una situazione così complessa e cerca di individuare quei filoni di vita cristiana e morale che sono ancora presenti nelle popolazioni della Marsica, ancora molto legate ad una tradizione che affonda radici profonde nel passato millenario della sua storia.

E’ subito evidente che il carattere estremamente socievole, affabile, cordiale del Vescovo - che molti adesso chiamano con il suo nome di religioso: Padre Biagio - rende facile il contatto e il colloquio con lui. Egli immediatamente si rende disponibile ad essere presente dovunque e con tutti. Nel Bollettino Diocesano del  Genn.-Maggio ’78 si annota:

 “Ovunque la presenza del Vescovo è stata caratterizzata da un contatto immediato di simpatia e di reciproca comprensione... La condotta adottata dal Vescovo fino ad oggi non è stata quella di mettere in risalto deficienze o deviazioni per colpire e rimproverare, piuttosto, invece, di alimentare e far fermentare quanto c’è di buono e di vitale in tutto quello che si fa”.

D’altra parte egli si rende ben conto della situazione critica del momento che si sta vivendo, come testimonia la prima Lettera Pastorale, in cui vengono individuati i “fenomeni preoccupanti” dell’indifferenza religiosa, del secolarismo, del rifiuto del concetto di Chiesa, dello spirito di carità e di comunione inteso solo come sociologismo; proseguendo poi a illustrare che cos’è la Chiesa e concludendo:

“La Chiesa si impegna ogni giorno a rinnovarsi, vivificando la vita di ogni cristiano; si impegna ad aggiornarsi, aggiornando il suo modo di presentarsi a Dio nella liturgia; si impegna a parlare la lingua di tutti i cuori, dichiarando per tutti un immutabile amore. Però, la Chiesa, questa nostra Chiesa locale ha bisogno di te, che sei Chiesa e che vivi nella nobile terra dei Marsi”.

Questo atteggiamento sarà costante in mons. Terrinoni per tutti i tredici anni che resterà alla guida della Diocesi.

   Vai all'inizio   

  ° IL CLERO

 

Per qualsiasi Vescovo – chi sa quante volte l’ abbiamo notato! - il problema del Clero è sempre il principale e più impegnativo. Sono i preti i primi collaboratori e la spina dorsale di tutto l’organismo ecclesiale della Chiesa locale.

Mons. Terrinoni  è ben consapevole di tutto questo e, logicamente, la sua prima preoccupazione è conoscere e organizzare i suoi sacerdoti. Nella prima Lettera Pastorale egli afferma:

 “La nostra predilezione e le nostre attenzioni sono soprattutto per voi, amatissimi fratelli nel sacerdozio, perché voi siete i più immediati collaboratori per la edificazione della nostra Chiesa, e perché siete presenze preziose e insostituibili... La gente ci vuole santi, eroi, senza compromessi, senza cedimenti, senza accomodamenti; santi, eroi fino in fondo, sempre e dovunque, nonostante le comprensibili stanchezze, le insidie e le dure prove...”

La situazione del clero nella Marsica alla fine degli anni Settanta non è certamente fra le più drammatiche, anzi, ancora ci sono forze abbastanza sufficienti per il lavoro pastorale nella Diocesi. Il loro numero supera le cento unità, mentre le parrocchie sono 101. Non tutti i preti sono disponibili per un lavoro parrocchiale: ci sono quelli collocati a riposo, molte parrocchie abbisognano di coadiutori, qualche incarico al centro non permette il lavoro parrocchiale, ecc.. Per cui già si verificano casi di due parrocchie affidate ad un unico sacerdote: si tratta sempre di piccoli paesi di montagna, ridotti a poche decine di abitanti o al più a qualche centinaio. Alcuni preti, impegnati anche in centri grossi, come Celano e Trasacco,  si avviano ormai all’età che li costringerà a lasciare l’impegno parrocchiale. Di giovani che si preparano all’ordinazione ce ne sono, grazie a Dio, ma non certo in numero sufficiente a sostituire coloro che vengono a mancare. Durante i 13 anni di mons. Terrinoni  vengono ordinati 13 sacerdoti novelli, mentre ne muoiono 16; abbandonano il ministero e la vita sacerdotale 2 sacerdoti. Ci sono anche casi di giovani sacerdoti insofferenti alle remore della tradizione e impazienti di attuare novità non tutte valide od opportune: si direbbe che lo zelo profetico si scontra con la prudenza del buon governo, ed è difficile capire fino a qual punto la “zelo” sia autenticamente “profetico” e la “prudenza”  sia virtù di “buon governo” e non timore, posizione di comodo, forse incomprensione...

Mons. Terrinoni comincia con l’affrontare questa realtà con molta calma e sempre con quell’affabilità che lo distingue. Intanto inizia con il dare un nuovo impulso agli organi diocesani, che lo dovrebbero aiutare nella cura pastorale della Diocesi, voluti dal Concilio e decretati nei successivi documenti. Nel giugno del 1978 viene rinnovato il Consiglio Presbiterale Diocesano; contemporaneamente viene istituito il Consiglio Pastorale Diocesano.

Il Vescovo programma i Ritiri Mensili per i sacerdoti, annualmente, d’accordo con il Consiglio Presbiterale, per offrire ad essi la possibilità di una formazione spirituale continua e nello stesso tempo favorire l’incontro tra di loro per alimentare lo spirito di fraternità e di comunione. Vengono invitati per la meditazione e la conversazione di aggiornamento personalità ed esperti in vari campi. E bisogna dire che i preti frequentano abbastanza numerosi il Ritiro,  che, una volta l’anno, in genere l’ultimo prima delle vacanze estive, si fa in un santuario o in una località turistica della Diocesi, qualche volta anche fuori.

Gli Esercizi Spirituali annuali nella Casa di Pietraquaria sono puntualmente organizzati ogni anno all’inizio dell’estate, ma questi sono meno frequentati, anche perché alcuni preferiscono andare altrove, come lo stesso Vescovo rileva nella Relazione ad Limina del 1981, ed altri non ci vanno affatto.

Gli spostamenti dei sacerdoti da una parrocchia all’altra, da un incarico all’altro, le nuove nomine che si rendono a mano a mano necessari, non sono sempre programmati con la necessaria preveggenza, anche perché gli elementi a disposizione non permettono un sufficiente esame delle situazioni e tanto meno soluzioni ottimali. Ciò nonostante la vita della Diocesi continua con discreto dinamismo sotto la guida del Vescovo, che dovunque è presente.

Nel 1985 la situazione del Clero subisce un cambiamento abbastanza incisivo. Con il nuovo Concordato con lo Stato italiano cessa l’attività dell’Ufficio Fondo per il Culto del Ministero degli Interni, che elargiva le congrue ai ministri di Culto, per un nuovo assetto di indipendenza e di libertà per il Clero, con evidente vantaggio, anche economico, per lo Stato e per la Chiesa italiana. Viene istituito l’ Istituto per il Sostentamento del Clero, che assume una struttura diocesana coordinata da un Ufficio nazionale alle dipendenze della Conferenza Episcopale Italiana. In data 24 ottobre 1985 mons. Terrinoni emana per la Diocesi dei Marsi il decreto di erezione dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero (I.D.S.C.), di cui nomina presidente don Vincenzo Angeloni e nel consiglio di amministrazione tre esperti laici e due sacerdoti, come vogliono le disposizioni della C.E.I..

Intanto nell’ambito del Presbiterio diocesano, oltre ai normali eventi di trasferimenti, nomine, incarichi, ecc., se ne verifica qualcuno che ha le caratteristiche della rarità.

Al momento dell’ingresso in Diocesi, vicario generale è mons. Ottavio Celi, che ha rivestito anche la carica di vicario capitolare  durante il periodo di vacanza, il quale nel 1979 chiede ed ottiene l’esonero dalla carica per l’età e per motivi di salute. L’11 novembre dello stesso anno viene nominato vicario generale don ANTONIO SANTUCCI, parroco di Carsoli. Egli rivestirà i due incarichi fino all’8 maggio 1985, quando sarà nominato Vescovo di Trivento. Mons. Terrinoni ne dà l’annuncio alla Diocesi “con grande gioia per tutti... che uno dei suoi figli migliori è stato elevato dal Santo Padre alla dignità episcopale”. La Curia, per l’occasione, cura l’edizione di un numero unico del Bollettino Diocesano.

Il 22 ottobre 1985 il Vescovo comunica la nomina a vicario generale don AUGUSTO BIFARETTI, parroco di Luco dei Marsi, secondo le indicazioni “emerse a larga maggioranza” dal Presbiterio.

Un altro sacerdote intanto lascia l’attività diocesana per una scelta molto più impegnativa: don Gerasimo Ciaccia, parroco della Cattedrale di Avezzano, si trasferisce in Brasile unendosi ad un altro sacerdote marsicano,  don Giovanni Cosimati, che opera colà da diversi anni.

Il Vescovo segue anche l’attività dei sacerdoti nelle sette Foranie della Diocesi, che, dove più dove meno, svolgono un’attività di incontri periodici per stare insieme e per scambiarsi opinioni e decisioni di ordine pastorale.

  Vai all'inizio

° IL SEMINARIO

 

Chiudiamo queste brevi e sommarie note sulla vita del Clero marsicano ricordando le vicende del Seminario diocesano. La frequenza di esso è andata assottigliandosi con il passare degli anni e con la crisi delle vocazioni.  Nella Relazione ad limina del 1981 il Vescovo informa che nel seminario diocesano il corso di scuola media è stato parificato con la scuola media statale “Fermi”, di cui è divenuto sezione staccata, ed è frequentato da 6 seminaristi, mentre per il Liceo e il Corso di Teologia si continua a frequentare il Regionale di Chieti. Dopo qualche anno il Diocesano si chiuderà definitivamente. Il Vescovo, però, già nella relazione citata annota: “C’è in atto un’esperienza di vocazioni adulte. Un gruppo di giovani che mostrano particolare sensibilità per il Sacerdozio viene settimanalmente riunito... Oggi i giovani che lasciano ben sperare sono dodici;  tre di essi (nel 1981) sono entrati in Seminario a Chieti”. Questa per l’avvenire sarà una delle soluzioni più valide per il problema delle vocazioni sacerdotali.

  Vai all'inizio

° LA VISITA PASTORALE 1979 - 1981

 

Nel numero unico del 1 novembre 1979 sono riportati documenti e notizie sulla Visita Pastorale, che il Vescovo Terrinoni intende fare in tutte le parrocchie della Diocesi. Nel decreto di indizione è detto:

“Gli Apostoli tornavano spesso a visitare le Chiese da loro fondate... Anche i Vescovi, successori degli Apostoli,... hanno sempre considerato loro primo dovere quello di visitare le popolazioni, affidate alle loro cure... Anche io... ho desiderato, secondo l’uso invalso nella nostra Chiesa cattolica e secondo le norme stabilite, di indire una particolare visita a tutte le comunità della  Diocesi...”. 

La visita ha inizio l’8 dicembre del 1979 e gli scopi di essa sono indicati nello stesso Decreto di indizione:

“a. Il primato della evangelizzazione nei programmi e nello svolgimento di tutta l’azione pastorale diocesana; b. il ritorno alla preghiera individuale, familiare, comunitaria; c. l’instaurazione dappertutto di una pastorale di comunione e di partecipazione”.

Nello stesso numero unico è riportato un “Documento Pastorale”  che illustra  i motivi e le finalità della Visita. Tra l’altro il Vescovo afferma:

“La visita non vuole essere nulla di burocratico, di amministrativo, di inquisitorio. E nemmeno nulla di formale e di legale, tanto per obbedire a una norma vigente della Chiesa cattolica. Chi così pensasse ne snaturerebbe profondamente il significato”.

Egli poi esorta a fare un’ adeguata preparazione alla Visita e ne descrive le modalità. Al termine viene riportato un “Questionario” dove ogni parroco dovrà fornire dati statistici e informazioni dettagliate sulla situazione, sull’attività, sulle prospettive, sui criteri della pastorale delle singole parrocchie. Sfogliando la cartella delle risposte al Questionario inviate dai preti, bisogna dire che la maggior parte sono molto precise e scrupolose: il che vuol dire che i preti hanno dato una risposta e un’adesione convinta all’iniziativa del Vescovo.

  Vai all'inizio

° I CONVEGNI DIOCESANI

 

Accogliendo le indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Terrinoni attua in Diocesi un’altra iniziativa pastorale che dovrebbe caratterizzare l’attività diocesana. I Convegni Annuali su temi di attualità che riguardano la vita cristiana e spirituale di tutta la Chiesa locale.

D’accordo e su iniziativa del Consiglio Pastorale Diocesano, ogni anno viene indetto il Convegno Diocesano, che si svolge nel mese di settembre per la durata di tre giorni. I temi da trattare ogni volta vengono proposti e discussi nello stesso Consiglio; ne ricordiamo solo alcuni: La Catechesi Oggi, nel 1978, La Famiglia - 1980, L’Eucaristia e la Comunità - 1982; Riconciliazione Cristiana e Comunità degli Uomini - 1984...

Al Convegno sono invitati i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i laici in qualsiasi modo impegnati nella vita ecclesiale e tutti i fedeli che ne fossero interessati. I temi proposti sono svolti per lo più da relatori qualificati invitati dal Consiglio Pastorale, successivamente discussi in gruppi di studio fra i partecipanti e, infine, riportati in una pubblicazione curata ad hoc.

Quale incidenza hanno questi convegni sulla vita della Diocesi? Certamente portano alla conoscenza di problematiche emergenti dalla vita attuale; con maggiore difficoltà riescono ad entrare nel tessuto dell’attività pratica pastorale delle singole realtà diocesane. Tra gli stessi preti non tutti prendono la cosa col dovuto impegno. E, certo, non è facile calare nella vita di tutti i giorni alcune impostazioni teoricamente valide, che spesso, però, mancano della mediazione necessaria per ritrovarle nella realtà concreta delle nostre comunità. Di questo se ne parla, anche molto, ma nessuno è capace di offrire soluzioni.

  Vai all'inizio

 ° LA CATECHESI

 

La Catechesi è stata sempre un impegno pressante ed insostituibile del governo pastorale di mons. Terrinoni. L’Ufficio Catechistico Diocesano ha funzionato sempre, soprattutto per il reclutamento e la formazione dei catechisti: dovere ricordato incessantemente dal Vescovo. Bisogna dire che in quasi tutte le parrocchie viene registrata annualmente la presenza di catechisti. All’inizio dell’anno scolastico in cattedrale il Vescovo raduna i catechisti di tutta la Diocesi e durante la s. messa conferisce ad essi solennemente il mandato. Il successo di questo impegno pastorale è testimoniato dal Convegno Diocesano dei Catechisti tenutosi il 15-17 settembre 1987, a cui prendono parte 430 persone impegnate nella catechesi, che si preparano al convegno nazionale  dell’anno seguente a Roma.

Mons. Terrinoni dedica al problema della catechesi la lettera pastorale per l’anno 1985-86, dal titolo, appunto: La Nostra Catechesi Oggi, dove illustra l’importanza di questo impegno che è di tutta la Chiesa, del Vescovo, dei sacerdoti, dei religiosi; essa è dovere dei genitori, dei catechisti, dei giovani, di ogni associazione e movimento ecclesiale. La catechesi nell’insegnamento del Vescovo consiste nell’insegnare con la vita, nel vivere un’intensa vita interiore, nell’entrare nella conoscenza del mondo del fanciullo del giovane e dell’adulto, nel non tradire le fedeltà a Dio e alla Chiesa: sono questi alcuni titoli e sottotitoli del documento del Vescovo.

Intanto cominciano a prendere piede anche i Corsi di Preparazione al Matrimonio Religioso, prima nelle parrocchie più grandi;  successivamente anche nelle zone foraniali dove si organizzano corsi interparrocchiali.

 Il Vescovo insiste anche per una catechesi agli adulti: vi dedica un intero paragrafo della già citata Lettera. Ma qui le difficoltà si rivelano quasi insormontabili. Un certo successo, invece, si riscontra nella formazione di gruppi ecclesiali di varia estrazione, che si vanno consolidando in Diocesi e che rappresentano forse l’unica possibilità per un discorso formativo religioso agli adulti.

Si cerca anche di dare un’ impronta meno formalistica e non solo folkloristica alle Confraternite, che ancora sopravvivono in alcune parrocchie, chiamando i membri ad una certa formazione spirituale; ma anche in questo le difficoltà sono enormi e i risultati piuttosto scarsi, nonostante l’impegno dei parroci. Nel Bollettino Diocesano del  1986 è riportato un Progetto di Statuto per le Confraternite, in cui si prevede che la confraternita costituisca “una comunità ecclesiale viva, nella quale i confratelli siano aiutati a realizzare la propria vocazione cristiana... (e vi possono far parte) i cristiani praticanti, di specchiata moralità, di sicura dottrina e di irreprensibile condotta civile...”. 

  Vai all'inizio

° LA SCUOLA DI TEOLOGIA

 

Già dal 1972 ai tempi di mons. Valerii, è stato eretto in Diocesi un Istituto Superiore di Teologia per Laici e Religiosi, affiliato all’Istituto “Ut Unum Sint” dei Paolini di Roma. Vi si svolge un corso triennale di varie materie e al termine viene rilasciato un diploma, che in seguito sarà titolo richiesto per l’insegnamento della Religione nelle scuole di Stato. Durante gli anni di episcopato nella Marsica di mons. Terrinoni, le lezioni si tengono presso l’Istituto delle Suore del Sacro Cuore, successivamente si trasferiscono nei locali del seminario diocesano, dopo la chiusura di questo, e l’ Istituto prende il nome di Istituto Diocesano di Scienze Religiose. Nel Bollettino Diocesano del Gen-Mag 1978 leggiamo:

“Nel primo triennio si sono viste, tra gli iscritti, molte Religiose (28), nel secondo corso c’è una maggioranza quasi totale di laici. Sembrava che il corso stesse per tramontare sul nascere, ma, dopo le ripetute esortazioni  fatte da S.E. Mons. Biagio Terrinoni ai sacerdoti, e l’invito rivolto ai laici... il corso ha ripreso quota e le iscrizioni hanno raggiunto la trentina”.

 Successivamente l’Istituto diventerà una realtà abbastanza viva nella Diocesi.

  Vai all'inizio

° I GRUPPI ECCLESIALI

 

Ai gruppi ecclesiali - che, nel dopo Concilio, anche nella Diocesi dei Marsi vanno sorgendo numerosi - mons. Terrinoni dedica attenzione e interesse. Nella sua pubblicazione Messaggi Pastorali è riportata una conferenza tenuta a Foggia nella chiesa parrocchiale dei Cappuccini e che riguarda proprio i Gruppi Ecclesiali, dove si dice:

“...Le associazioni vanno seguite e curate; esse devono avere due costanti impegni: formarsi e formare...  Spesso si nota (in esse) una certa tendenza ad erigersi come depositari privilegiati del Vangelo, ad assolutizzare il proprio carisma anziché armonizzarlo con quello degli altri, a considerare il proprio cammino di fede come l’unico veramente valido... La carità deve essere al di sopra di tutto...”.

Tra i gruppi ecclesiali una particolare cura ed interesse mons. Terrinoni ha sempre manifestato per l’Azione Cattolica, partecipando ai convegni annuali dell’associazione, nominando puntualmente le persone scelte alle cariche direttive di essa, incoraggiandone le iniziative, specialmente i campi-scuola a Collelongo e i contatti fra il centro diocesi e i gruppi parrocchiali.

  Vai all'inizio

° I MEZZI DI COMUNICAZIONE

 

Quello dei mezzi della Comunicazione Sociale è sempre un problema vivo nell’interesse pastorale di mons. Terrinoni. Quando egli entra in Diocesi opera l’emittente televisiva Telemarsica e s’interessa perché sia trasmesso un programma religioso settimanale; successivamente, dopo la chiusura di Telemarsica, inizia l’attività l’emittente regionale ATV7, e anche qui il Vescovo incoraggia una trasmissione sempre settimanale curata da P. Osvaldo Lemme dei Francescani di Celano. Don Antonio Sciarra cura un’altra rubrica si Telesirio “C’è chi spera” e successivamente su ATV7  “Flash Caritas”. Lo stesso Vescovo in varie circostanze si rende disponibile per interventi ed interviste.

Anche la stampa è una preoccupazione assillante per mons. Terrinoni. Egli ripetutamente cerca il modo di dar vita ad un periodico diocesano, ma le difficoltà sono tante. Alla fine si riesce a curare l’edizione di un inserto di quattro pagine “Marsica” sul mensile Il Messaggero di S. Antonio, affidato a Salvatore Braghini. Il sostegno al quotidiano Avvenire viene affidato a un gruppo di sacerdoti e laici.

  Vai all'inizio

° L’ARCHIVIO DIOCESANO

 

Tutti coloro che si interessano di ricostruire storicamente le vicende del Cristianesimo nella Marsica, che affonda le sua radici nei primi secoli della nostra era, si sono sempre trovati di fronte ad una difficoltà pressoché insormontabile: trovare documenti del passato, che per tanti motivi - geografici, sociali, culturali - sono andati distrutti o dispersi. Per farsi un’idea basti pensare che la sede diocesana nel corso dei secoli è passata da Marsia (San Benedetto d.M.)  a Pescina alla fine del 1500 e infine ad Avezzano dopo il terremoto del 1915; e anche agli eventi catastrofici naturali, inondazioni del Fucino, terremoti, ecc.. Lo stesso compilatore di queste note ricorda che un mucchio di documenti giacevano fino ad alcuni anni fa in un sottoscala dell’episcopio, fino a quando mons. Terrinoni non trova nella persona del prof. Angelo Melchiorre, insegnante di lettere presso l’Istituto Magistrale di Avezzano, un competente ed appassionato collaboratore, che prende l’iniziativa di dare  ordine e sistemazione al materiale documentario salvatosi dalle avverse vicende della nostra storia. Il Melchiorre riesce ad interessare gli alunni della sua classe a si comincia a catalogare quello che si riesce a trovare, all’inizio per un breve periodo che va dal 1860 al 1876, e poi per tutto il resto. Lo stesso professore fa un’ampia relazione del lavoro svolto nel Bollettino Diocesano del 1983. Finalmente il 7 ottobre 1983 il Sovrintendente archivistico per l’Abruzzo e Molise, con atto ufficiale, dichiara che “l’Archivio Diocesano dei Marsi, di Proprietà della Curia Diocesana e conservato nella Curia Vescovile, è di notevole interesse storico”, perché “contiene materiale di enorme interesse: pergamene (sec. XIII-XIV); volumi, registri e manoscritti indispensabili per la ricostruzione dei rapporti fra la società civile e quella religiosa”. Con questo riconoscimento è possibile dare all’Archivio una sistemazione più decente e renderlo disponibile alla consultazione di quanti sono interessati. Mons. Terrinoni ne andrà, a ragione, sempre fiero e spesso si reca nell’archivio per vedere il lavoro che vi si svolge.

 Vai all'inizio 

° VIAGGI PASTORALI

 

Mons. Terrinoni compie un primo viaggio in occasione dell’ostensione straordinaria della Sacra Sindone a Torino. Il Vescovo accompagna il pellegrinaggio diocesano di 140 persone nei giorni 20-21-22 settembre 1978.

Un altro viaggio ben più impegnativo avviene nel mese di luglio del 1987 nel Canada ed in USA per “incontrare, conoscere e salutare i fratelli marsicani ed abruzzesi ed altri connazionali, stare con loro e celebrare alcuni avvenimenti di massimo rilievo civili e religiosi”. Il Vescovo in questa circostanza può notare: “La nostra gente è fondamentalmente sana; conserva in gran parte la tradizioni religiose della propria terra, anche se la pratica non sempre è di alto livello”.

Da aggiungere che mons. Terrinoni spesse volte ha accompagnato i pellegrini della Marsica e i treni bianchi  a Lourds, e si è recato in Terra Santa.

Riferendo sull’attività della Caritas Diocesana diremo di altri viaggi pastorali compiuti dal Vescovo.

 Vai all'inizio 

° ° I MINISTERI E IL DIACONATO PERMANENTE

Già nei primi anni della sua venuta in Diocesi mons. Terrinoni si pone il problema dell’inserimento dei laici nel tessuto pastorale dei Ministri Ordinati. E’ un campo completamente nuovo nella vita diocesana e il Vescovo lo affronta con decisione e con prudenza. La Scuola di Teologia ha tra i suoi scopi quello preminente di formare i laici a questo inserimento, e svolge il suo compito egregiamente, tanto che il 7 aprile 1984 nella Cattedrale di Avezzano, lo stesso Vescovo conferisce, per la prima volta, il ministero del Lettorato a sei laici, che si preparano anche al diaconato permanente.

Si arriva a questo traguardo dopo un lavoro intenso e ponderato. Il 24 gennaio 1983 viene nominata una Commissione Diocesana per il Diaconato Permanente, che successivamente svolge un corso specifico di preparazione al Diaconato, affiancato al normale corso della Scuola di Teologia. “Il lavoro culturale e spirituale, pur tra tante incertezze e perplessità dovuto all’inizio di un cammino tutto da inventare, è andato avanti in modo soddisfacente per l’impegno sia dei sacerdoti incaricati sia degli aspiranti” .

Con una lettera a tutta la Diocesi mons. Terrinoni comunica

“a tutti una grande gioia! Il giorno 2 febbraio 1986, nella nostra Cattedrale di Avezzano, alle ore 17,30, a Dio piacendo, conferirò l’Ordine del Diaconato permanente a quattro nostri fratelli.

I candidati sono Bruno Butti, Leo de Foglio, Antonio Masci, Valentino Nardone. “L’Ordinazione diaconale di questi nostri fratelli - aggiunge il Vescovo - è un avvenimento di straordinaria importanza per la nostra Diocesi”.

    Vai all'inizio

° I RELIGIOSI

 

Una particolare attenzione il vescovo Terrinoni dimostra verso le case religiose nella Diocesi, che in una statistica riportata sul Bollettino Diocesano del 1980 risultano essere 48 con 253 membri.. Specialmente le Religiose, che rappresentano la grande maggioranza, vengono seguite con speciale cura. Il 14 ottobre 1978 viene sciolta l’organizzazione interdiocesana (L’Aquila-Avezzano-Sulmona) della FIR (Federazione Italiana Religiose) e viene immediatamente costituita la Federazione Diocesana. L’iniziativa più caratteristica è il ritiro mensile per le Religiose della Diocesi, che si svolge con le stesse modalità del ritiro per i preti: annualmente viene tracciato il programma e se ne dà comunicazione a tutte le case religiose. Il Vescovo quasi sempre vi prende parte. Inoltre mons. Terrinoni ripetutamente invia messaggi, lettere ed esortazioni scritte alle Suore, specialmente in occasione del Natale e della Quaresima.

Il 28 agosto 1984 egli presiede un incontro delle Madri Superiori “per affidare loro un messaggio spirituale da calare nella realtà di ogni giorno con le Sorelle...”, e poi svolge il tema su “L’Arte del Dialogo”, di cui le Suore chiedono una copia da portare a casa “da leggere, meditare e attuare con le Sorelle”.

Le Suore sono presenti in moltissime parrocchie della Diocesi e svolgono un preziosissimo lavoro di formazione specialmente per i piccoli e per le giovani. Mons. Terrinoni, ben consapevole di questa realtà, le segue, le incoraggia e spesso è in mezzo a loro.  

  Vai all'inizio

° LA CARITAS

 

Un’altra realtà che ha un forte impulso e sviluppo nella vita pastorale della Diocesi con il governo pastorale di mons. Terrinoni è la Caritas Diocesana. Nel 1978 il Vescovo ne approva lo Statuto, che sarà aggiornato nel 1984, e ne affida la direzione a don Antonio Sciarra, parroco di Magliano dei Marsi, il quale terrà la carica fino a quando non parte missionario in Albania e mons. Terrinoni avrà già lasciato la Diocesi.

L’attività della Caritas dei Marsi negli anni Ottanta è intensa, sempre incoraggiata, esortata e sostenuta dal Vescovo. La presenza di essa in Africa e nei momenti più difficili delle disgrazie nazionali è costante e tempestiva. Ricordiamo in particolare le ripetute raccolte di indumenti usati in tutta la Diocesi, che danno un notevole contributo alle iniziative di intervento e di assistenza;  l’impegno tempestivo in occasione del terremoto del Friuli, che porta al gemellaggio con Magredis, dove il Vescovo accompagna in una visita la delegazione Caritas, e di quello dell’Irpinia con un intervento mirato a favore di Rocca San Felice.

Ma l’iniziativa più caratterizzante è quella per il Burkina Faso in Africa, dove opera come missionario Celestino Di Giovambattista, sacerdote camilliano, di Massa d’Albe. Nel 1984 viene realizzato un pozzo, che fornisce l’acqua a 10 villaggi, nell’1985/86 si costruisce un’infermeria a Ouagadougou per 500 lebbrosi, nel 1987 l’intervento per la vaccinazione dei bambini contro le malattie infettive, nel 1988 l’intervento per la costruzione di alcuni reparti ospedalieri (blocco sale parto) nel centro medico “Paolo VI”, sorto con le offerte raccolte al Congresso Eucaristico di Pescara del 1977. I rapporti con il Burkina Faso hanno il momento più significativo nella visita compiuta dal 7 al 14 gennaio 1988 da mons. Terrinoni, con il Sindaco di Avezzano E. Simonelli e da altri della Caritas, accolti dal cardinal Zoungrana e dai missionari camilliani che operano nella zona. Il Vescovo al termine della visita dichiara:

“Le otto giornate trascorse in Africa hanno lasciato in me un senso profondo: ho gioito per il fecondo lavoro dei missionari, ma ho anche sofferto per l’indigenza totale nella quale si dibatte la gente. Per quanto mi sarà possibile, suggerirò ad ogni fedele della mia diocesi un soprappiù di solidarietà per quelle popolazioni”.

Ricordiamo anche le iniziative della Caritas di Avezzano, sempre incoraggiate dal Vescovo,  per gli zingari (ROM) e per i tossicodipendenti con la casa di accoglienza a Scurcola Marsicana. E quando comincia l’immigrazione degli extra-comunitari e degli altri emigranti in Italia, e il fenomeno prende consistenza anche nella Marsica, la Caritas Diocesana è ancora in prima linea per l’organizzazione e l’assistenza.

  Vai all'inizio

° DON GAETANO

SANTINA CAMPANA

B. SALVATORE LILLI

 

Nella storia religiosa contemporanea della Marsica si ergono queste tre meravigliose figure, che hanno saputo vivere il Vangelo di Cristo in modo esemplare. Don Gaetano Tantalo (1905-1947), sacerdote dalla vita intensamente ascetica e pienamente donata al servizio di Dio e del prossimo, precursore dell’apertura verso i fratelli Ebrei; Santina Campana (1929-1950), ragazza di robusta vita spirituale, che accetta con sereno abbandono alla Provvidenza le disgrazie della guerra e poi la malattia che la porterà alla morte, col sorriso di un dono ricevuto per la propria santità e per la salvezza degli altri;  il beato Salvatore Lilli (1853-1895), sacerdote missionario martire nel dono supremo di sé a Dio e al prossimo.

Mons. Terrinoni segue personalmente i processi per il riconoscimento delle virtù eroiche di don Gaetano e di Santina e la beatificazione di Salvatore, riproponendoli continuamente alla meditazione e alla pietà dei preti e del popolo della sua Diocesi.

Tutti gli anni in un giorno del mese di novembre nella Chiesa di Villavallelonga, paese natale di del Servo di Dio don Gaetano, egli si reca per la celebrazione della s. messa insieme con i preti della Diocesi e con i fedeli che vi accorrono. Nel 1978 cura la ricognizione e il trasferimento della salma nella Chiesa parrocchiale del paese. Il 15 marzo del 1980 ottiene il decreto per lo svolgimento della causa di beatificazione; l’11 gennaio dell’anno seguente istituisce il tribunale ecclesiastico diocesano, il quale chiude il processo il 18 novembre 1984. Nel frattempo il Governo di Israele riconosce l’opera di protezione e di aiuto prestata da don Gaetano, durante la guerra, alla famiglia ebrea degli Orvieto e consegna ai parenti “la medaglia dei giusti in memoria di don Gaetano Tantalo”, cui segue la messa a dimora di un albero con la targa del nome del Servo di Dio nel Viale dei Giusti a Gerusalemme.

 

Contemporaneamente mons. Terrinoni segue il processo per il riconoscimento delle virtù di Santina Campana, nata ad Alfedena, la quale, dopo essere stata il sostegno spirituale della famiglia durante gli eventi bellici, riesce a farsi accogliere in una casa religiosa di Suore con l’intenzione di prendere i voti, ma la tisi si sviluppa violenta nel fragile organismo, e viene ricoverata nel sanatorio di Pescina dove, dopo aver dato un eroico esempio di serenità e di santità cristiana muore a solo 21 anni. Mons. Terrinoni deve risolvere anche una difficile e dolorosa situazione creatasi intorno alla tomba della Serva di Dio a causa di alcuni parenti di lei: e vi riesce con tatto e decisione, affidando tutta l’organizzazione a don Antonio Rosa, tanto che il processo può riprendere con speditezza.

 

Il 3 ottobre 1982 Giovanni Paolo II proclama in S. Pietro beato Salvatore Lilli, francescano, nato a Cappadocia il 19 giugno 1853. Dopo le elementari frequentate nel Paese, segue le scuole superiori  tra Nettuno, Trevi del Lazio e Roma; il corso filosofico e teologico lo svolge in Terra Santa a Betlemme e a Gerusalemme. Da qui, dopo l’ordinazione sacerdotale, è inviato nella missione di Mujuk-Deresi in Armenia, dove il 21 novembre 1895, viene preso dai soldati mussulmani, insieme ad altri sette cristiani del posto, e trascinato via. Il giorno seguente, incitati a divenire mussulmani, si rifiutano: i soldati li massacrano e bruciano i loro corpi.

Allorchè il Vescovo dei Marsi riceve la notizia della beatificazione, si reca a Cappadocia, costituisce un Comitato che prepara e organizza un pellegrinaggio a Roma per la beatificazione, cui partecipano più di tremila persone di molti paesi della Marsica.

Le celebrazioni a Cappadocia si concludono con la dedica della piazza principale del paese al Beato.    

 Vai all'inizio 

° LA VISITA DEL PAPA AD AVEZZANO

 

Tra gli avvenimenti che hanno avuto importanza eccezionale durante i tredici anni dell’episcopato di mons. Terrinoni è, senza dubbio, la visita pastorale di Giovanni Paolo II alla Diocesi dei Marsi, avvenuta la Domenica 24 marzo 1985.

Anche per questa circostanza la nostra Marsica ha voluto ricordare la sua tormentata vicenda geografica e storica. La visita del Papa è stata programmata per il giorno 19 marzo, festa di s. Giuseppe, ma una tormenta di neve, abbattutasi proprio in questo giorno su tutta la zona, fa rinviare la venuta del Santo Padre alla Domenica successiva. Contrattempo, disagio, disappunto? I Marsicani sono abbastanza temprati alle avversità, e il 24 riesce tutto molto bene, come se nulla fosse successo.

Il vescovo Terrinoni dà l’annuncio della visita del Papa alla Diocesi con una lettera dell’11 febbraio: “Vi comunico una grande gioiosa notizia: il 19 marzo p.v. il Santo Padre Giovanni Paolo II verrà in Visita Pastorale nella nostra Diocesi. E’ un avvenimento storico! Un evento di grazia e di benedizione per tutti noi...”.

Un avvenimento storico, dice il vescovo, e difatti è la prima volta nella storia religiosa millenaria della Marsica che un Papa viene in questa terra.

Il Vescovo mette tutto il suo impegno a preparare la visita, non solo perché tutto riesca bene dal punto di vista organizzativo e dell’accoglienza, ma soprattutto perché essa sia un forte richiamo alla fede e alla vita religiosa della diocesi. Ovviamente si prendono accordi con le autorità civili e di Pubblica Sicurezza per lo svolgimento delle manifestazioni, e la collaborazione è piena ed efficacissima. Ma la preoccupazione maggiore del Pastore è la preparazione spirituale alla visita. In una comunicazione del 22 febbraio egli invita sacerdoti e fedeli a rendersi conto dell’ “importanza e del significato” della visita “con apposita catechesi”. Tutti i giovedì si faccia un’ora di adorazione solenne al Santissimo. Il 10 marzo indice una giornata per il papa. Ogni giorno si reciti la preghiera, che egli stesso ha composto per l’occasione, dove, tra l’altro, si chiede

“Aiutaci, o Gesù, a comprendere l’insegnamento che Egli ci lascerà, spronaci a seguirlo nella difesa della persona umana, della giustizia, della pace e della libertà, per diventare, insieme a Lui, la Chiesa che vive e opera per la salvezza dell’uomo e per l’avvento del tuo regno...”.

Il 14 marzo L’Osservatore Romano pubblica un inserto speciale di otto pagine con servizi e articoli, scritti per la maggior parte da professionisti marsicani, sulla Marsica e sulla visita del Papa, che viene distribuito in tutta la Diocesi. Sulle pagine della cronaca locale dei maggiori quotidiani viene data notizia dell’avvenimento.

Finalmente giunge il giorno fatidico, 24 marzo 1985.

Alle 10.30 il Papa scende in elicottero sul piazzale della stazione di Telespazio nel Fucino, accolto dal ministro Darida, dal Presidente dell’IRI, R. Prodi, dai dirigenti e da tremila lavoratori. Giovanni Paolo II pronuncia un discorso sul “Primato dell’uomo sul lavoro” trasmesso in 40 paesi collegati. Il giorno successivo tutti i giornali riportano in prima pagina resoconti sulle parole del Papa, evidenziandone l’appello a mettere l’uomo al di sopra della produzione e dell’economia e in favore dei disoccupati. Dopo il Papa visita le attrezzature della Telespazio e si ferma a guardare su uno schermo televisivo le immagini del suo paese nativo, inviate via satellite dalla Polonia.

Alle 13.30 il Papa riprende l’elicottero e si reca direttamente al santuario della Madonna di Pietraquaria, dove si ferma per il pranzo, ospite delle Suore che gestiscono la Casa degli Esercizi. Nel pomeriggio alle 15.30 scende in macchina ad Avezzano. Davanti al Municipio riceve il saluto del Sindaco e, percorrendo via Mazzini e via Corradini, si reca sul palco eretto davanti alla Cattedrale per la concelebrazione con i Vescovi intervenuti e con tutto il clero della Marsica. Saluta singolarmente i Vescovi e tutti i sacerdoti all’interno della chiesa, poi, al termine della messa, le Religiose, le autorità, i malati. Nell’omelia, durante la messa, il Papa svolge il tema “La dimensione familiare del lavoro umano”.

Al termine della celebrazione, a piedi, Giovanni Paolo II raggiunge l’episcopio tra ali di folla acclamante, poi sale in elicottero nel cortile del seminario e torna in Vaticano.    

 Vai all'inizio 

° I LIBRI

 

Di mons. Terrinoni ci restano tre pubblicazioni, nella quali sono raccolti scritti e discorsi da lui tenuti durante gli anni del suo governo pastorale nei Marsi.

Lettere Pastorali, una pubblicazione del 1986, in cui sono raccolte le dodici lettere pastorali alla Diocesi, emanate negli anni 1978-1987. La prefazione è di Mario Pomilio, il quale, fra l’altro, scrive: “(In esse) si incontra un vescovo profondamente compreso del proprio ministero, in dialogo costante con la propria Chiesa e tutto teso ad esplicare quello che per convenzione siamo soliti definire il magistero della parola... Di qui la suggestiva peculiarità dell’insegnamento di Mons. Terrinoni: l’esortazione ad essere e a fare piuttosto che a dire e proclamare...”.

Messaggi di Vita, pubblicazione del 1987, con una presentazione di Andrea Gemma, poi vescovo di Isernia Venafro, in cui si dice che sono stati raccolti “insieme, per conservarli e rimeditarli, scritti vari ed occasionali, che un vescovo, per di più attivissimo, ha pubblicato in diverse circostanze del suo ministero e rispondendo a diverse richieste... Attraverso queste pagine con amore egli, il pastore buono, il vescovo accostabile, il cappuccino missionario popolare, il saggio di stampo antico, il conservatore schietto, il predicatore ben provveduto anche se non arzigogolato e non leccato, ti sta davanti attraverso la sua pagina, semplice e genuina come acqua di un ruscello montano, e ti parla”.

Messaggi Pastorali, del 1989. In esso sono contenuti altre Lettere Pastorali, messaggi del Giovedì Santo, messaggi di pasqua, articoli e scritti vari. Come dice Angelo Melchiorre nella prefazione del libro: “... Il materiale qui raccolto è una specie di summa pastorale di un Vescovo che ha saputo, con coerenza e con estrema lucidità razionale,  mirare all’essenziale. Non vi è nulla di superfluo e di gratuito..”.

Aggiungiamo alle opere edite da mons. Terrinoni un volumetto, a cura della Curia vescovile, in cui sono raccolte brevi biografie dei sacerdoti della Marsica, morti dal 1950 al 1989, dal titolo Parlano Ancora. La presentazione è dello stesso Vescovo, che dichiara:

 “...Abbiamo voluto riproporre al cuore di tutti noi una galleria di volti e di nomi di persone tanto care. Sono i sacerdoti della nostra Diocesi, che hanno fatto ritorno alla casa del Padre, in questi ultimi decenni... Non possiamo e non vogliamo dimenticarli questi nostri Santi che ormai sono pienamente in Cristo...”. 

 Vai all'inizio 

° 50° DI SACERDOZIO

 

Il 3 marzo 1990 Mons. Biagio Vittorio Terrinoni celebra cinquant’anni di Sacerdozio. Attorno a lui si raccoglie tutta la Diocesi e i Sacerdoti che concelebrano insieme ad altri sette Vescovi. Il Papa Giovanni Paolo II invia un messaggio, in cui è detto: “Questo lunghissimo spazio di tempo, vissuto al servizio della Chiesa e che Tu mediterai nell’intimo colloquio con Dio, rendendogli infinite grazie, sarà occasione per la Tua Diocesi di dimostrare la gioia, l’amore, la venerazione e l’ammirazione verso il suo Pastore... Noi stessi abbiamo avuto modo di constatare i Tuoi meriti e il felice stato della Diocesi dei Marsi, quando il 24 marzo del 1985 facemmo ivi la visita pastorale...”

Per l’occasione la Curia diocesana ha curato la pubblicazione di un numero unico dal titolo Servizio Permanente dedicato appunto al cinquantenario del Vescovo, ricco di documentazione fotografica e di servizi.

  Vai all'inizio

° MONS. TERRINONI LASCIA LA MARSICA

 

Al compimento del 75° anno di età, marzo 1989, mons. Terrinoni chiede, a norma del Codice di Diritto Canonico, di essere sollevato dall’incarico pastorale di Vescovo di Avezzano, ma, come da prassi, viene pregato di rimanere nel governo della Diocesi. Nell’autunno di questo stesso anno, però, egli si ammala seriamente, tanto che è costretto ad un ricovero al Policlinico “Gemelli” di Roma, per una degenza di oltre un mese. Rimessosi, torna in Diocesi, ma la sua salute ormai è minata, tanto che rinnova la richiesta dell’esonero dall’incarico nell’anno seguente e il 13 di settembre del 1990 lascia definitivamente la cura pastorale e si ritira nel convento dei Francescani di San Felice da Cantalice in Roma, dove era stato superiore e parroco per tanti anni. Fino all’ultimo giorno, però, è attivo e presente nella vita diocesana, al punto che il giorno precedente alla sua dipartita per Roma si è recato in una piccola parrocchia della Marsica per celebrare il sacramento della Cresima.

Molti sacerdoti e fedeli della Diocesi, avendo occasione di recarsi a Roma, passano a far visita al Vescovo emerito di Avezzano, accolti sempre con la consueta familiarità e spesso da lui invitati a pranzo o a cena.

Intanto mons. Terrinoni continua a rendersi disponibile, per quanto glielo permettono le forze, in attività pastorali dei Religiosi, con i quali vive, e lo fa volentieri e con gioia, fino a quando le sue condizioni di salute non si aggravano e il Signore infine lo richiama a sé: è il 15 aprile del 1996.

 

Qui termina la nostra breve e incompleta storia dei Vescovi dei Marsi nei secoli XIX e XX.  Ormai si entra nella cronaca dell’ attualità.

  Vai all'inizio

° DOPO IL VESCOVO TERRINONI

 

Nel governo della Diocesi dei Marsi a mons. B.Vittorio Terrinoni succede  il vescovo Armando Dini,nato a Milano il 1932, ma ora presbitero della diocesi di Napoli. Egli è ordinato sacerdote il 5 dicembre 1954, eletto Vescovo di Avezzano il 23 giugno 1990 , fa il suo ingresso in Diocesi il 9 settembre 1990. Rimane Vescovo di Avezzano fino al 21 novembre 1998, quando viene trasferito all’ Archidiocesi di Campobasso.

 

A mons. Dini succede  mons. Lucio Angelo Renna, carmelitano. Nato a San Pietro Vernotico in Puglia il 22 settembre 1941, fa la professione solenne l’ 8 dicembre1962, ordinato sacerdote il 22 aprile 1966, eletto vescovo di Avezzano il 9 giugno 1999, ordinato lo stesso giorno dell’ ingresso durante una fastosa cerimonia sul sagrato della cattedrale il 12 settembre 1999.  Il 2 settembre 2006 lascia la Diocesi di Avezzano e viene trasferito alla Diocesi di San Severo in Puglia, dove fa l’ ingresso il 14 ottobre 2006.

Dopo circa duecento anni la storia si ripete: da mons. Rossi (1818) a mons. Renna (2006) tutti e due trasferiti dalla Marsica a San Severo. Ci sembra di vedere il sorriso soddisfatto di Giambattista Vico, che ha una riprova della sua teoria “corsi e ricorsi storici”

 Vai all'inizio.