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Appena ordinato sacerdote Don Costanzo è stato
nominato Viceparroco in Cattedrale, poi Parroco del Sacro Cuore in
S. Rocco, sempre ad Avezzano dal 1953 al 1993. Dimessosi per ragioni
di salute ha continuato a fare il coadiutore nella stessa
parrocchia.
Ecco come lo ricorda il prof. Giuseppe Sorrentino:
Ho incontrato don Costanzo VILLA la prima
volta nel Luglio 1974, un mese prima del mio matrimonio. In quella
circostanza rimasi impressionato dalla semplicità e dalla
schiettezza che il parroco manifestava con il suo modo di fare
pratico e sbrigativo.
Dopo alcuni anni, esattamente nel 1979, don Costanzo
mi invitò "a fare qualcosa con i giovani della Parrocchia". A
quell’ epoca io frequentavo il Corso di Teologia per Laici e
manifestai a don Costanzo l'intenzione di lavorare per la
Parrocchia dopo aver terminato il Corso. Don Costanzo replicò: "Non
aspettare di finire il Corso, qui c'è bisogno urgente di dare
una mano!". Ebbe inizio così la mia attività in seno alla Parrocchia
del Sacro Cuore in San Rocco.
Un'altra occasione importante nella quale apprezzai
il senso pratico di don Costanzo nel campo pastorale capitò, quando
a Celano nel 1982 venne organizzata la Missione cittadina. Noi laici
avevamo l'incarico di guidare le riflessioni presso alcune famiglie.
Prima che partissimo per la Missione, don Costanzo ci descrisse con
grande accortezza le caratteristiche dell' ambiente nel quale
avremmo dovuto operare e eventuali osservazioni che ci avrebbero
proposto e quale poteva essere il metodo più opportuno da adottare
affinché la Missione risultasse proficua ("i risultati, non dovevamo
essere noi a vederli").
Sempre in quegli anni, don Costanzo si occupò della
realizzazione e della sistemazione di un'opera importante, vanto
della nostra chiesa parrocchiale: i quadri dei DIECI COMANDAMENTI.
Dopo alcuni anni fece realizzare e sistemare anche le VETRATE
ARTISTICHE.
Un evento veramente straordinario fu la celebrazione
del 50° anniversario dell'istituzione presso la nostra Parrocchia
del PRECETTO PASQUALE PER UOMINI E GIOVANI, avvenuta nel 1946 a cura
dei padri Giuseppini. Per questo 50° fu organizzata, sempre a cura
di don Costanzo, la gita a Roma con vari pullmans. Partecipammo
all'udienza con il Santo Padre Giovanni Paolo II e avemmo l'onore di
stringergli mano.
Questi sono i principali ricordi che mi rendono cara
la memoria di don Costanzo. E poi non potrò mai dimenticare la sua
costante preoccupazione pastorale soprattutto nei confronti degli
uomini, così numerosi alla festa di S. Giuseppe, ma altrettanto
restii a frequentare i sacramenti con assiduità. Ho sempre ritenuta
esemplare la seguente similitudine che ho ascoltato dalla viva voce
di don Costanzo: la pratica della religione e in particolare
l'appartenenza ad una Confraternita può essere paragonata all'essere
iscritto ad un circolo del tennis: se io mi iscrivo al Circolo, mi
faccio rilasciare il tesserino, mi compro la racchetta, e poi non
frequento, non mi alleno, non partecipo alle partite né mi impegno
nel gioco, a che mi serve l'essermi iscritto? Non vorrei sembrare
esagerato, ma a me questa similitudine è rimasta impressa per la sua
notevole carica di sapienza evangelica. Ecco come era don Costanzo e
questa era la sua preoccupazione costante, da vero pastore che amava
il suo gregge.
Era un uomo di preghiera, anche se questo aspetto era
poco evidenziato dai suoi modi sbrigativi che non di rado lo
facevano apparire burbero o poco accattivante. Ma è stato un
sacerdote che ha curato e ha amato la sua Parrocchia con cuore di
pastore e di padre.
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