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Don Carlo è stato ordinato sacerdote dopo gli studi
regolari nel seminario diocesano e regionale il 2 agosto 1936 dal
vescovo Bagnoli in Avezzano, e subito è stato inviato parroco ad
Antrosano, dove è rimasto per due anni .
Nell’ agosto del 1938 è stato nominato parroco di
Scurcola Marsicana e qui è rimasto per 52 anni, immedesimato in
tutto e per tutto nella realtà della comunità di Scurcola.
Scurcola è una parrocchia ricca di tradizioni e di
usanze centenarie: una realtà difficoltosa da gestire per la
puntigliosità dei responsabili delle organizzazioni e il bisogno di
armonizzarsi con le regole e le esigenze delle norme generali. Don
Carlo è riuscito sempre ha mantenere il giusto equilibrio, un po’
cedendo, un po’ imponendosi.
E poi quanta gente, soprattutto giovani, don Calo ha
aiutato a trovare lavoro. Scurcola è anche un paese di villeggiatura
dei Romani e tante personalità la frequentavano; c’ erano anche
paesani che avevano fatto carriera e mantenevano contatti con il
loro Paese e con il Parroco. Don Carlo si è sempre adoperato per
aiutare chi aveva bisogno tramite queste conoscenze e contatti da
lui sempre curati.
Un’altra caratteristica della personalità e dell’
operosità di don Carlo è stato il rapporto fraterno, cordiale con
molti confratelli. Quanti incontri nella casa parrocchiale di
Scurcola, quante cenette preparate dalla sorella Maria, che con lui
ha vissuto tutta la vita, vere agapi fraterne, con don
Francesco Cucchiarelli, don Augusto, don Amabile, don Nino, don
Domenico Nucci, che è stato anche suo viceparroco, e tanti altri.
Alla fine degli anni ’80 sono cominciati i disturbi dell’ età e nel
febbraio del 1990 don Carlo ha lasciato la parrocchia di Scurcola e
con la sorella Maria si è ritirato nella propria casa ad Avezzano.
Dopo qualche anno è stato ricoverato nella casa di riposo di
Fontecchio, fondata da don Emidio Di Pasquale, insieme alla sorella
Maria anch’essa gravemente inferma. E qui si è spento serenamente il
22 ottobre 2001. I funerali sono stati celebrati a Scurcola nella
chiesa di S. Antonio e la salma inumata nella cappella di famiglia
nel camposanto di Ortona dei Marsi.
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