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Don Armando – come tutti quanti lo abbiamo sempre
chiamato – conclusi gli studi normali ginnasiali, liceali e
teologici, è stato ordinato sacerdote dal vescovo Bagnoli il 16
luglio 1933.
Non è stato mai in parrocchia, ma ha svolto la sua
attività in Avezzano, soprattutto come insegnante di latino e greco
degli alunni del seminario diocesano di Avezzano e facendo
ripetizione a una schiera di studenti della Città.
Tutti, o quasi, i preti diocesani della Marsica
ricordano la capacità e la competenza nella materie letterarie di
don Armando, ma anche la sua severità, che qualche volta sconfinava
nell’ umiliazione dell’ alunno. Ma egli è rimasto il grande
professore.
Ha anche insegnato religione nella scuola media
“Corradini” dall’ ottobre del 1961.
Dal 1932 è stato mansionario del Capitolo dei
Canonici della Cattedrale dei Marsi, poi canonico nel 1946 e
Arcidiacono dello stesso Capitolo nel 1982.
Alla fine di maggio del 1995, ormai avanti negli
anni e provato nella salute, si è ritirato presso i parenti a Silvi
Marina, dove ha chiuso i suoi giorni il 15 maggio 1998: aveva 89
anni.
Un ricordo di Mons.
Domenico Ramelli:
Due passioni rendevano
simpatico don Armando: il suo tifo per la Roma e il suo essere
“fascista” (in realtà propendeva ad apprezzare la realtà passate,
anche nell’ ambito ecclesiale).
I ragazzi della “Corradini” simpaticamente lo
chiamavano “Ringo”. Quando la Roma vinceva lo scrivevano a caratteri
cubitali sulla lavagna; quando perdeva dovevano essere attenti anche
solo a parlarne!
Don Armando, noto per le citate doti di conoscenza
delle lingue greca e latina, aveva un carattere sensibile, timido ed
emotivo: la sua suscettibilità era una forma istintiva di difesa.
Affermava di non aver accettato di diventare parroco
spaventato dalla responsabilità che il compito comportava.
Fu per vari anni cappellano nella chiesa di S.
Giuseppe in Avezzano e poi cappellano delle Suore del Seminario e
della clinica S. Maria.
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