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PARLANO ANCORA

MONS. GIUSEPPE DI IORIO

nato a Marano il 25/02/1920

morto ad Avezzano il 28/01/2009

 Don Giuseppe è nato a Marano frazione di Magliano dei Marsi il 25/02/1920. Dopo gli anni di studio e di preparazione nei seminari diocesano e regionale, viene ordinato sacerdote dal Vescovo Bagnoli il 4 luglio 1943.

All’ inizio don Giuseppe svolge le funzioni di segretario del Vescovo, insegnate nel Seminario diocesano, mansionario del Capitolo Cattedrale. Dopo la morte di Bagnoli riveste anche l’ incarico di Cancelliere vescovile.

Il primo novembre 1956  il vescovo Valerii erige la Parrocchia di Madonna del Passo a Borgo Pineta in Avezzano e don Giuseppe ne è nominato parroco. Borgo Pineta è il nome che sostituisce quello di Concentramento, il nuovo quartiere della Città, che dopo il secondo conflitto mondiale comincia a sorgere intorno alla Madonna del Passo, estendendosi in tutta la zona Nord.  Il nome di don Giuseppe è legato a questo sviluppo, poiché qui egli è rimasto fino alla fine dei suoi giorni. Il suo successore don Vincenzo De Mario, così lo ha ricordato: “Uomo, cristiano, sacerdote e operatore sociale. Ha fatto del Concentramento l’ attuale Borgo Pineta, di un quartiere malfamato e simile a una landa desolata, divisa per colpa della ferrovia dal resto della Città,  in una zona bella e popolata di brava gente”.

Don Giuseppe, appena andato a Borgo Pineta celebra la messa in capannoni. Il 3 settembre 1955 è posta la prima pietra della nuova chiesa, che verrà consacrata il  29 settembre 1956, cui fanno seguito la scuola materna ed altre opere parrocchiali.

Mons. Santoro nel discorso funebre per don Giuseppe ha detto: “Don Di Iorio è stato un pastore autentico, amorevole, attento e instancabile. Quando sono arrivato, un anno e mezzo fa, l’ ho conosciuto e stimato subito in quanto, a dispetto dell’ età anagrafica, si evincevano subito la grinta e la tempra di un uomo perbene, che si era dedicato per una vita al Signore a alla sua giusta causa”. E ancora don Vincenzo il successore aggiunge: “Nel suo cuore trovavano spazio tutti: bambini, giovani, anziani, sofferenti”.

Con la morte di don Giuseppe si conclude un’ intera vicenda storica della città di Avezzano.