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Don Benedetto è stato ordinato sacerdote dal vescovo
Valerii nella cattedrale di Avezzano il 29 giugno 1955.
E’ stato viceparroco a Luco dei Marsi e poi parroco a
San Donato dal 1961 alla morte avvenuta nel 2001.
Ecco come lo ricorda mons.
Domenico Ramelli
Come viceparroco a Luco seppe collaborare con don
Nicola ANSINI, inserendosi con discrezione ma fattivamente.
Lavorò molto nel campo giovanile e mise a buon frutto anche la sua
preparazione in campo musicale.
Per i ragazzi e i giovani organizzò campeggi e altri
momenti ricreativi e sportivi: un precursore per i suoi tempi.
Una volta imprestò le tende anche per il campeggio
dei Seminaristi. Don Benedetto, per le difficoltà o limitazioni che
si determinavano, coniò uno slogan: “se no non è campeggio” (se non
ci sono queste cose non è campeggio).
Quasi tutta la sua vita (40 anni) l’ha trascorsa come parroco a San
Donato. Riservato, attento al prossimo, animato da zelo pastorale ha
vissuto gioie e dolore della sua gente.
Ogni anno accoglieva con gioia i seminaristi accompagnati da un
Sacerdote per celebrare la Giornata del Seminario. Il tempo
prescelto era nell’autunno: i fedeli fornivano mele, pere e castagne
per i Seminaristi. In tali occasioni si restava a pranzo con Don
Benedetto e i suoi Genitori che erano molto contenti di ospitarci.
Il suo tempo libero lo trascorreva anche svolgendo della attività
pastorali a Tagliacozzo e facendo poesie.
Era molto richiesto come Predicatore in occasione di
Feste patronali o per cicli di catechesi
Una nota che è emersa nel tempo è stata l’affiorare
della vena poetica in Don Benedetto. Ha scritto e pubblicato molte
poesie. In occasione di ricorrenze aveva già pronta, quasi come
dono, la poesia: era normale che si chiedesse di recitarla, cosa che
faceva molto volentieri.
In un dato momento sta per essere trasferito a
Tagliacozzo come Parroco. Lui stesso si tirò indietro per difficoltà
sorte nell’ambito della cittadina marsicana
Don Betto, per i suoi amici Sacerdoti, sempre
sorridente e con una vena di umorismo, accoglieva tutti.
Alla base delle sue virtù umane e cristiane stava
certamente una vita spirituale nutrita e sostenuta dalla preghiera
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