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PARLANO ANCORA

DON BENEDETTO DI GIAMBATTISTA

Nato a Marano il 22 novembre 1931

Morto a Tagliacozzo il 14 novembre 2001

Don Benedetto è stato ordinato sacerdote dal vescovo Valerii nella cattedrale di Avezzano il 29 giugno 1955.

E’ stato viceparroco a Luco dei Marsi e poi parroco a San Donato dal 1961 alla morte avvenuta nel 2001.

 Ecco come lo ricorda mons. Domenico Ramelli

Come viceparroco a Luco seppe collaborare con don Nicola ANSINI, inserendosi con discrezione ma fattivamente.
Lavorò molto nel campo giovanile e mise a buon frutto anche la sua preparazione in campo musicale.

Per i ragazzi e i giovani organizzò campeggi e altri momenti ricreativi e sportivi: un precursore per i suoi tempi.

Una volta imprestò le tende anche per il campeggio dei Seminaristi. Don Benedetto, per le difficoltà o limitazioni che si determinavano, coniò uno slogan: “se no non è campeggio” (se non ci sono queste cose non è campeggio).
Quasi tutta la sua vita (40 anni) l’ha trascorsa come parroco a San Donato. Riservato, attento al prossimo, animato da zelo pastorale ha vissuto gioie e dolore della sua gente.
Ogni anno accoglieva con gioia i seminaristi accompagnati da un Sacerdote per celebrare la Giornata del Seminario. Il tempo prescelto era nell’autunno: i fedeli fornivano mele, pere e castagne per i Seminaristi. In tali occasioni si restava a pranzo con Don Benedetto e i suoi Genitori che erano molto contenti di ospitarci.
Il suo tempo libero lo trascorreva anche svolgendo della attività pastorali a Tagliacozzo e facendo poesie.

Era molto richiesto come Predicatore in occasione di Feste patronali o per cicli di catechesi

Una nota che è emersa nel tempo è stata l’affiorare della vena poetica in Don Benedetto. Ha scritto e pubblicato molte poesie. In occasione di ricorrenze aveva già pronta, quasi come dono, la poesia: era normale che si chiedesse di recitarla, cosa che faceva molto volentieri.

     In un dato momento sta per essere trasferito a Tagliacozzo come Parroco. Lui stesso si tirò indietro per difficoltà sorte nell’ambito della cittadina marsicana

 Don Betto, per i suoi amici Sacerdoti, sempre sorridente e con una vena di umorismo, accoglieva tutti.

Alla base delle sue virtù umane e cristiane stava certamente una vita spirituale nutrita e sostenuta dalla preghiera