Sito:  vincam.it - curato da Vincenzo Amendola

Pubblicazioni dell' Autore   EXULTET    Tutti i paesi della Marsica     Catalogo dei Vescovi della Marsica       Qualche battuta       Parlano ancora

Torna alla pagina di apertura                           Torna alla pagina di apertura di "Parolano Ancora

PARLANO ANCORA

DON MARIO DI FABIO

Nato a Cese il 7 maggio 1944

Morto a Castellafiume il 13 maggio 1996

 

Ordinato sacerdote il 19 dicembre 1969

Religioso Trinitario. E’ stato a Roma dal 1969 al 1974, poi è passato a Castelforte (Latina). Ha chiesto di lasciare l’ Ordine religioso ed è stato incardinato nella nostra Diocesi.

Parroco di Castellafiume dal 1 settembre 1986, dove è rimasto fino alla sua morte improvvisa e immatura.

 

Il nipote don Emidio Cipolline lo ricorda così:

Fin da piccolo Don Mario entra in convento e la sua formazione si realizza a Palestrina, Livorno e Cori, dove fa la professione. Diventa prete il 21 dicembre 1969. Passa in diverse comunità religiose tra cui Suio. In alcune comunità riveste il ruolo di economo, in alte di  priore.

Le mie conoscenze più dirette risalgono alla sua permanenza nella comunità di Castelforte (per un periodo ci sono stati quattro frati tutti di Cese!) con la sua responsabilità di parroco di Suio .

Le sue caratteristiche principali, altre una preghiera costante e profonda e una buona capacità di “vivere la Comunità”, dal punto di vista pastorale sono certamente state  il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei laici. Con lui in quella comunità inizia un cammino per i chierichetti, una catechesi per tutti (dalla scuola materna alle superiori), prescindendo dal semplice cammino  per la preparazione alla Confessione, prima Comunione e Cresima, una proposta di fede anche per gli adulti, una valorizzazione della “pietà popolare”. Certamente, però, il suo impegno maggiore è stato per gli adolescenti e i giovani, per i quali – insieme a diversi laici adulti – organizzava sempre tornei e campi-scuola.

Pur stando distante ha sempre cercato di curare il rapporto con i suoi genitori e i suoi fratelli (erano nove figli!). La morte del padre fu un’occasione per noi parenti di “scoprire” ancora di più la fecondità del suo ministero: da Suio e Catselforte vennero con pulmans centinaia di persone per i funerali.

Certamente la morte del padre ha cominciato a far risuonare nel suo cuore una domanda, espressione di un problema e di un bisogno: come farà mia madre da sola?. Credo che sia stato il bisogno di stare più vicino e più disponibile alla madre che gli ha fatto chiedere di essere inserito nella nostra diocesi.

Venendo da noi ha fatto il parroco di Castellafiume fino alla sua morte improvvisa e prematura. Nel frattempo ha insegnati anche  all’ ITIS ed è stato Direttore dell’ Istituto Diocesano Sostentamento Clero.

Anche nella nostra diocesi ha confermato le caratteristiche di impegno per tutti, massima disponibilità, coinvolgimento di molte persone. Il ricordo si lui a Castellafiume, e non solo, è vivissimo. A volte “zappando sulle pietre” stava cercando di ridare un “cuore” umano e cristiano a quella comunità che gli era stata affidata, e qualche frutto cominciava già a vedersi.

La sua morte immatura e improvvisa ha colto tutti (parenti, amici, parrocchiani e comunità diocesana intera) di sorpresa e ha lasciato tutti interdetti.

Non è stato facile “leggere” in questo evento la volontà di Dio, ma certamente il Signore  ha saputo trasformarlo in un momento di grazia per lui e per tutti noi che lo abbiamo conosciuto.

Che il Signore lo abbia in gloria.