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Ordinato sacerdote il 19 dicembre 1969
Religioso Trinitario. E’ stato a Roma dal 1969 al
1974, poi è passato a Castelforte (Latina). Ha chiesto di lasciare
l’ Ordine religioso ed è stato incardinato nella nostra Diocesi.
Parroco di Castellafiume dal 1 settembre 1986, dove è
rimasto fino alla sua morte improvvisa e immatura.
Il nipote don Emidio Cipolline lo ricorda così:
Fin da piccolo Don Mario entra in convento e la sua
formazione si realizza a Palestrina, Livorno e Cori, dove fa la
professione. Diventa prete il 21 dicembre 1969. Passa in diverse
comunità religiose tra cui Suio. In alcune comunità riveste il ruolo
di economo, in alte di priore.
Le mie conoscenze più dirette risalgono alla sua
permanenza nella comunità di Castelforte (per un periodo ci sono
stati quattro frati tutti di Cese!) con la sua responsabilità di
parroco di Suio .
Le sue caratteristiche principali, altre una
preghiera costante e profonda e una buona capacità di “vivere la
Comunità”, dal punto di vista pastorale sono certamente state il
coinvolgimento e la responsabilizzazione dei laici. Con lui in
quella comunità inizia un cammino per i chierichetti, una catechesi
per tutti (dalla scuola materna alle superiori), prescindendo dal
semplice cammino per la preparazione alla Confessione, prima
Comunione e Cresima, una proposta di fede anche per gli adulti, una
valorizzazione della “pietà popolare”. Certamente, però, il suo
impegno maggiore è stato per gli adolescenti e i giovani, per i
quali – insieme a diversi laici adulti – organizzava sempre tornei e
campi-scuola.
Pur stando distante ha sempre cercato di curare il
rapporto con i suoi genitori e i suoi fratelli (erano nove figli!).
La morte del padre fu un’occasione per noi parenti di “scoprire”
ancora di più la fecondità del suo ministero: da Suio e Catselforte
vennero con pulmans centinaia di persone per i funerali.
Certamente la morte del padre ha cominciato a far
risuonare nel suo cuore una domanda, espressione di un problema e di
un bisogno: come farà mia madre da sola?. Credo che sia stato il
bisogno di stare più vicino e più disponibile alla madre che gli ha
fatto chiedere di essere inserito nella nostra diocesi.
Venendo da noi ha fatto il parroco di Castellafiume
fino alla sua morte improvvisa e prematura. Nel frattempo ha
insegnati anche all’ ITIS ed è stato Direttore dell’ Istituto
Diocesano Sostentamento Clero.
Anche nella nostra diocesi ha confermato le
caratteristiche di impegno per tutti, massima disponibilità,
coinvolgimento di molte persone. Il ricordo si lui a Castellafiume,
e non solo, è vivissimo. A volte “zappando sulle pietre” stava
cercando di ridare un “cuore” umano e cristiano a quella comunità
che gli era stata affidata, e qualche frutto cominciava già a
vedersi.
La sua morte immatura e improvvisa ha colto tutti
(parenti, amici, parrocchiani e comunità diocesana intera) di
sorpresa e ha lasciato tutti interdetti.
Non è stato facile “leggere” in questo evento la
volontà di Dio, ma certamente il Signore ha saputo trasformarlo in
un momento di grazia per lui e per tutti noi che lo abbiamo
conosciuto.
Che il Signore lo abbia in gloria.
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