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Don Alberto è stato ordinato sacerdote dal vescovo
Bagnoli in Avezzano il 23 luglio 1939. Il primo gennaio 1940 è
andato parroca a Forme, dove è rimasto fino alla fine del 1966. Con
il primo gennaio 1967 è andato parroco a Cappadocia.
Ecco come lo ricorda Don Renato Ciccarelli:
Don Giuseppe De Amicis è stato paroco di Cappadocia
dal 1966 al 1990. Il vescovo Valerii operò un trasferimento: don
Alòberto Panei da Cappadacia a Forme, don Giuseppe da Forme a
Cappadocia.
Don Peppino, come lo chiamavamo, venne da Forme con
un forte rimpianto e ci parlava spesso dei suoi ricordi di Forme:
cosa che i Cappadocciani non troppo gli perdonavano. Ma poi ha
vissuto in mezzo a noi con regolarità e normalità. Non si è mai
allontanato dalla parrocchia; viaggiava con i mezzi pubblici e non
aveva l’ automobile. Egli era il classico modello del parroco:
sempre con la veste talare,, cappello, cappotto e bastone: Una viota
di solitudine. Usciva solo per le celebrazioni religiose e, uscendo
dalla chiesa, si intratteneva al bar per farsi qualche bicchiere e
colloquiare con gli altri.
Egli nutriva un interesse che tutti gli hanno sempre
riconosciuto: la sua perizia e passione per gli studi storici.
Aveva una profonda e ampia conoscenza della storia locale:
avvenimenti vari, terremoto, prosciugamento del Fucino, vicende
delle singole parrocchie e della Diocesi, la successione dei vescovi
dei Marsi. Tanti laureandi andavano a consultarlo per le loro tesi.
Don Giuseppe ha seguito una pastorale tradizionale:
puntualità negli orari, fedeltà alle devozioni tradizionali; anche
la sua predicazione è stata paternalistica e moralistica.
Non si è mai interessato di politica; non ha
coltivato amicizie di questo genere.
Egli ha realizzato la costruzione della casa
canonica.
Nei rapporti con le gente ha prevalso sempre il suo
carattere schivo e un po’ lunatico; non amava frequentare le
case della gente.
Il vescovo Terrinoni, poco prima di lasciare la
Diocesi, gli ha fatto lasciare la parrocchia e don Giuseppe
malvolentieri è andato in pensione. E’ rimasto a Cappadocia nella
casa canonica e dopo qualche anno nel gennaio del 1992 è morto.
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