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PARLANO ANCORA

DON GIUSEPPE DE AMICIS

Nato a Castellafiume 9 luglio 1913

Morto a Cappadocia il 26 gennaio 1992

Don Alberto è stato ordinato sacerdote dal vescovo Bagnoli in Avezzano il 23 luglio 1939. Il primo gennaio 1940 è andato parroca a Forme, dove è rimasto fino alla fine del 1966. Con il primo gennaio 1967 è andato parroco a Cappadocia.

 Ecco come lo ricorda Don Renato Ciccarelli:

 Don Giuseppe De Amicis è stato paroco di Cappadocia dal 1966 al 1990. Il vescovo Valerii operò un trasferimento: don Alòberto Panei da Cappadacia a Forme, don Giuseppe da Forme a Cappadocia.

Don Peppino, come lo chiamavamo, venne da Forme con un forte rimpianto e ci parlava spesso dei suoi ricordi di Forme: cosa che i Cappadocciani non troppo gli perdonavano. Ma poi ha vissuto in mezzo a noi con regolarità e normalità. Non si è mai allontanato dalla parrocchia; viaggiava con i mezzi pubblici e non aveva l’ automobile. Egli era il classico modello del parroco: sempre con la veste talare,, cappello, cappotto e bastone: Una viota di solitudine. Usciva solo per le celebrazioni religiose e, uscendo dalla chiesa,  si intratteneva al bar per farsi qualche bicchiere e colloquiare con gli altri.

Egli nutriva un interesse che tutti gli hanno sempre riconosciuto: la sua perizia e passione per gli studi storici.  Aveva una profonda e ampia conoscenza della storia locale: avvenimenti vari, terremoto, prosciugamento del Fucino, vicende delle singole parrocchie e della Diocesi, la successione dei vescovi dei Marsi. Tanti laureandi andavano a consultarlo per le loro tesi.

Don Giuseppe ha seguito una pastorale tradizionale: puntualità  negli orari, fedeltà alle devozioni tradizionali; anche la sua predicazione è stata paternalistica e moralistica.

Non si è mai interessato di politica; non ha coltivato amicizie di questo genere.

Egli ha realizzato la costruzione della casa canonica.

Nei rapporti con le gente ha prevalso sempre il suo carattere schivo e un po’ lunatico; non amava frequentare le case della gente.

Il vescovo Terrinoni, poco prima di lasciare la Diocesi, gli ha fatto lasciare la parrocchia e don Giuseppe malvolentieri è andato in pensione. E’ rimasto a Cappadocia nella casa canonica e dopo qualche anno nel gennaio del 1992 è morto.