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Don Gerasimo è nato a Celano
l’8 gennaio 1930; è entrato nel seminario diocesano nel 1941 e in
quello regionale di Chieti nel 1945. Compiuti gli studi e la
formazione, è stato ordinato sacerdote dal vescovo Valerii il 28
giugno 1953, insieme ad altri cinque compagni, fra i quali don
Aristide Tantalo deceduto anch’egli qualche mese prima.
Appena ordinato riceve l’
incarico di Vice Rettore del Seminario Diocesano e poi di Padre
Spirituale. Nel 1962 è nominato per concorso Parroco della
Cattedrale di Avezzano. Qui rimane fino al 1988, quando decide di
recarsi come missionario fidei donum in Brasile, dove già da
anni opera Don Giovanni Cosimati. In questa nuova esperienza
pastorale rimane fino al 2002, allorché per motivi gravi di salute
deve rientrare in Italia e si stabilisce a Celano sua città natale,
collaborando per quanto gli è possibile con il Preposto, fino a
quando, aggravandosi il suo stato di salute, non è costretto a
ricoverarsi nell’ Istituto di Don Orione di Avezzano qualche mese
prima della sua morte, avvenuta il 26 arpile del 2009, festa della
Madonna di Pietraquaria.
Don Gerasimo fa parte di
quella schiera di Sacerdoti che ha pastoralmente e socialmente
inciso nella vita e nello sviluppo della città di Avezzano negli
anni della ricostruzione del dopoguerra, del boom economico,
dell’assetto democratico, del progresso culturale, del rinnovamento
pastorale post-conciliare.
Egli nel suo carattere aveva
anche un aspetto umoristico e non disdegnava la battuta e l’
aneddoto comico.
Un ricordo di don Giovanni
Cosimati sulla permanenza di don Gerasimo in missione nel Brasile:
“Anche se già sono trascorsi
oramai circa una ventina di anni dalla prima volta che arrivò a
Itaquaquecetuba (San Paolo del Brasile) mi ricordo ancora vivamente
della sua visita alla nostra parrocchia: il suo primo approdo
avvenne nel 1987 quando sentì la necessità di venire in Brasile per
conoscere l’attività parrocchiale che svolgevo fin dall’anno 77. In
quella occasione rimase colpito dalla vivacità delle comunità e
dalla vastità del lavoro nella vigna del Signore in Itaquaquecetuba.
Nell’anno 88 quando tornai in Italia per le vacanze, andai a
visitare diverse volte D. Gerasimo. In quei giorni, egli mi parlò
della sua decisione di venire in Brasile…
Negli anni in cui ha svolto il
servizio pastorale in Brasile, D. Gerasimo ha messo mano al lavoro.
E quanto lavoro! Quelle voci e impressioni che aveva sentito alla
prima visita, adesso si presentavano come sfide reali, da essere
affrontate ogni giorno...
Lungo i quattordici anni del
soggiorno brasiliano, tutti vedevano come egli, all’insaputa,
compiva quelle parole di ricostruzione che il Signore aveva rivolto
una volta al santo d’Assisi: furono tantissime le chiese e cappelle
costruite e ampliate con il suo aiuto materiale e spirituale.
Assieme a queste costruzioni, la Chiesa spirituale a Itaquaquecetuba
conobbe una nuova fioritura e, in molti casi, lo possiamo dire, D.
Gerasimo ricostruì la Chiesa nei fratelli, che, per un o altro
motivo, si erano allontanati del corpo del Signore.
In quegli anni vedemmo, senza che lo sapessimo ancora, che da Celano
ci era arrivato un’altro biografo del santo d’Assisi. Questo nuovo
biografo anziché scrivere la storia sulla carta, la scrisse coi
fatti e con gli esempi di una vita di santità e di grande carità
verso tutti.
Questa presenza forte,
quasi che di uno spirito tipico dei montanari, fece sbocciare un
grande amore delle persone verso questo suo pastore. Non bisogna
dire, pertanto, lo sgomento che tutta la conninitì provò nel 2002,
quando seppe che D. Gerasimo, dopo una malattia che gli procurò
grossi disagi, tonava in Italia per motivi di salute. Alla notizia
della sua morte, tante persone versarono lacrime di tristezza e
rimasero sconvolte al sapere della dipartita del suo pastore”.
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