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PARLANO ANCORA

DON FRANCESCO BOELLA

Nato a Castellafiume  15 giugno 1926

Morto a Santo Stefano  15 aprile 1995

Ricordo di don Giovanni Gagliardi.

Quando Don Francesco Boella arrivò a Santo Stefano di Sante Marie, nominato parroco con bolla del 1.1.1951, aveva meno di 25 anni. È rimasta famosa in paese l'espressione di alcuni vecchi che si scaldavano al tiepido sole invernale, seduti su una scalinata di pietra: "Questo ci porta tutti al camposanto!". Erano colpiti dalla radicale differenza tra l'anziano parroco, Don Giuseppe Damia morto all'età di 69 anni, ed il parroco giovanissimo che si vedevano davanti.

Infatti Don Francesco, nato a Castellafiume il 6 giugno 1926, ordinato Sacerdote ad Avezzano il 9 luglio 1950, era stato mandato inizialmente come vice parroco a Trasacco dove rimase solo per pochi mesi. Poi fu mandato dal Vescovo Mons. Domenico Valerii a Santo Stefano.

Da allora la mia vita si è svolta in "simbiosi" con la sua. Appena arrivato in paese, raccolse i ragazzi (allora numerosi, anche se il paese contava solo 900 abitanti circa) ed in pochi mesi ne preparò un gruppo per la Prima Comunione, celebrata il 21.5.1951. Uno di quei ragazzi ero io che allora avevo otto anni. E, dopo oltre cinquant'anni, conservo ancora gelosamente il ricordino con la sua firma.

Un altro impegno molto sentito e sempre coltivato da Don Francesco è stato quello delle vocazioni. Appena tre anni dopo il suo arrivo in parrocchia, riuscì ad avviare al Sacerdozio tre dei suoi ragazzi. Due di essi, Padre Angelico Marini ed io, siamo diventati Sacerdoti. E, dopo di noi, molti altri ragazzi e ragazze di Santo Stefano sono entrati in Seminario o negli studentati religiosi.

Durante le vacanze estive seguiva con grande cura noi seminaristi. La mattina, dopo la “messa"ci dettava egli stesso la meditazione. Ci aveva che quando egli si assentava per qualche giorno, dovevamo recarci (a piedi!) in qualche paese vicino per fare la Comunione. Ricordo che un giorno per questo motivo ci recammo prima a Castelvecchio, poi a Scanzano ed in fine a Gallo, senza trovare nessun sacerdote perché tutti impegnati per gli esercizi spirituali. Allora ci trattenemmo da un amico di Gallo per una lauta colazione. Passava quasi ogni giorno nelle nostre famiglie parlando e scherzando con tutti; e molti pomeriggi ci radunava per delle belle passeggiate.

Don Francesco ha vissuto intensamente il Concilio Vaticano II (1962-1965). Si è sforzato di approfondirne gli insegnamenti sia leggendo che partecipando ogni anno a qualche convegno. E quanto approfondiva si sforzava di trasmetterlo anche ai fedeli: in tutte le messe, feriali e festive, non faceva mai mancare un pensiero di omelia.

L'impegno nella parrocchia di Santo Stefano ha occupato tutta la sua vita sacerdotale: vi è rimasto sino al giorno della morte (15.4.1995) ed è stato seppellito nel cimitero di Santo Stefano dove già riposavano i suoi genitori e qualche altro parente.

Insieme alla cura pastorale della parrocchia di Santo Stefano che non ha mai voluto lasciare, ha svolto con impegno anche altri compiti che accenno brevemente.

È stato chiamato come padre spirituale nel Seminario di Avezzano dal 1973 al 1984, quando esso è stato chiuso per mancanza di vocazioni.

In tutta la sua vita sacerdotale ha svolto il ministero di assistente diocesano dell' Azione Cattolica: prima come assistente della Gioventù femminile, poi come assistente generale.

Quando, negli anni sessanta, è nata la FIES (Federazione Italiana Esercizi Spirituali), fu scelto come delegato diocesano e regionale ed ha promosso in diocesi la pratica degli esercizi, ha partecipato ogni anno ai convegni della FIES e mantenuto i rapporti con le altre Diocesi della regione.

Per un periodo molto lungo della sua vita ha svolto con assiduo impegno il compito di Vicario episcopale per le Religiose.

Ha insegnato religione per quasi quarant'anni: prima nella Scuola media di Sante Marie, poi nel Liceo scientifico di Avezzano, mantenendo sempre un ottimo rapporto sia con presidi e docenti (che ancora ripensano alle allegre serate e alle cenette da lui stesso preparate in casa sua) che con gli alunni che lo ricordano con affetto e riconoscenza.

All'inizio parlavo della mia "simbiosi" con Don Francesco. Questa non è cessata con la mia ordinazione sacerdotale, ma è continuata anche dopo. Nei primi undici anni sono stato parroco a Sanzano, ma risiedevo a Santo Stefano e collaboravo strettamente con lui. Nel 1979 sono stato chiamato al Seminario dove egli era già presente come padre spirituale. Ho insegnato anch'io religione in varie scuole, ultima delle quali, per una quindicina d'anni, il Liceo scientifico dove egli particolarmente mi ha voluto.

Concludo testimoniando che Don Francesco è stato senz' altro il padre della mia vocazione ed il sacerdote che maggiormente ha influito sulla mia vita.