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Don Nazzareno è stato una delle figure più eminenti
tra i sacerdoti della Marsica negli anni centrali del sec. XX.
Ordinato il 17 aprile del 1927 dal vescovo Bagnoli, fu mandato come
coadiutore a Celano, poi nel 1932 fu nominato canonico curato della
concattedrale Santa Maria delle Grazie di Piscina.
Quando è arrivato a Pescina don Nazzareno ha trovato
un clima incandescente. Appena dopo il Terremoto il vescovo Bagnoli
aveva trasferito la sede della Diocesi da Piscina ad Avezzano e i
Pescinesi, come è facile immaginare, non avevano accettato la
decisione del vescovo, anzi si erano opposti con tutte le forze e
con tutti i mezzi. Da allora mons. Bagnoli non ha potuto più mettere
piede a Pescina. Il primo vescovo che vi è tornato è stato mons.
Valerii.
Ebbene don Nazzareno ha saputo affrontare la
situazione con serenità, con calma, con intelligenza e, soprattutto,
con amore. L’ astio dei suoi parrocchiani nei confronti del Vescovo
non gli ha impedito di svolgere la sua normale azione pastorale,
anzi egli si è prodigato con maggiore impegno perché il popolo di
Pescina continuasse nella migliore tradizione a vivere e rimanere
fedele a quella fede, che era anche principio e sostanza di unità e
di comunione della comunità.
Tutti conoscevano la preparazione e la levatura
culturale di Don Nazzareno e ne ha fatto testimonianza il suo
impegno nel fondare la scuola Media a Pescina e l’ Istituto S.
Berardo, che in seguito è diventato Istituto Professionale.
Agli inizi degli anni Cinquanta don Nazzareno fu
colpito da ictus e dovette lasciare il ministero pastorale. Fu
costretto a ritirarsi a Roma presso i perenti e ha sopportato con
pazienza e rassegnazione la sua malattia per quasi quarant’ anni.
Qualche volta è tornato a Pescina per una breve visita, sempre
accolto con amore.
E’ venuto a mancare nel 1993.
Diocleziano Giardini lo
ricorda così:
Parroco Canonico Curato
nella Parrocchia di S. Maria delle Grazie in Pescina dal 22 dicembre
1928 al 31 agosto 1957 (rimase Parroco Onorario di questa Parrocchia
fino alla sua Morte) Responsabile della Pia Opera S. Berardo dalla
creazione al 1957
Commissario delle Confraternite di S. Berardo e del
S. S. Rosario dal 1940 al 1957.
Un Parroco di altri tempi, efficiente nelle proprie
funzioni, capace di riportare ordine nella parrocchia .di S. Maria
delle Grazie dopo alcuni anni di oblio a causa dei fatti del
terremoto. Instancabile nell'attività di Parroco e di Cittadino
influente, in quegli anni riuscì in alcuni restauri, come la chiesa
di S. Antonio e soprattutto la Concattedrale S. Maria delle Grazie,
che erano rimaste in quasi totale abbandono dal terremoto.
Negli anni che seguirono fu l'anima che portò in
Pescina:le scuole medie inferiori, il centro professionale S.
Berardo, la sezione di Agraria in S. Benedetto dei Marsi.
Fu attiva anche nella ricostruzione post terremoto
per quanto riguarda le distinzioni civili; case popolari; collaborò
anche con il potere costituito per la costruzione della Sede
municipale e dell'ospedale civile “S. Rinaldi”.
Si attivò anche nella copertura degli antifascisti e
di partigiani.
Contribuì alla nascita di numerose associazioni
cattoliche; e nel dopo guerra fu instancabile nella sistemazione
degli sfollati della zona castello in case private e in quelle
pubbliche da lui sollecitate
nella
costruzione.
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Come ogni uomo che si interessa di più argomenti,
ebbe, come si suol dire, due popoli, ma la storia come diceva
l'illustre pescinese Mazzarino "non potrà che parlare bene di lui".
E' il prete descritto in molti romanzi di Ignazio
Silone con il quale ebbe numerosa corrispondenza e tantissimi
incontri. |