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PARLANO ANCORA

 

DON NAZARENO BARONI

Nato ad Affile (FR) il 7 marzo 1903

Morto a Roma il 1 gennaio 1993

Don Nazzareno è stato una delle figure più eminenti tra i sacerdoti della Marsica negli anni centrali del sec. XX. Ordinato il 17 aprile del 1927 dal vescovo Bagnoli, fu mandato come coadiutore a Celano, poi nel 1932 fu nominato canonico curato della concattedrale Santa Maria delle Grazie di Piscina.

Quando è arrivato a Pescina don Nazzareno ha trovato un clima incandescente. Appena dopo il Terremoto il vescovo Bagnoli aveva trasferito la sede della Diocesi da Piscina ad Avezzano e i Pescinesi, come è facile immaginare, non avevano accettato la decisione del vescovo, anzi si erano opposti con tutte le forze e con tutti i mezzi. Da allora mons. Bagnoli non ha potuto più mettere piede a Pescina. Il primo vescovo che vi è tornato è stato mons. Valerii.

Ebbene don Nazzareno ha saputo affrontare la situazione con serenità, con calma, con intelligenza e, soprattutto, con amore. L’ astio dei suoi parrocchiani nei confronti del Vescovo non gli ha impedito di svolgere la sua normale azione pastorale, anzi egli si è prodigato con maggiore impegno perché il popolo di Pescina continuasse nella migliore tradizione a vivere e rimanere fedele a quella fede, che era anche principio e sostanza di unità e di comunione della comunità.

Tutti conoscevano la preparazione e la levatura culturale di Don Nazzareno e ne ha fatto testimonianza il suo impegno nel fondare la scuola Media a Pescina e l’ Istituto S. Berardo, che in seguito è diventato Istituto Professionale.

Agli inizi degli anni Cinquanta don Nazzareno fu colpito da ictus e dovette lasciare il ministero pastorale. Fu costretto a ritirarsi a Roma presso i perenti e ha sopportato con pazienza e rassegnazione la sua malattia per quasi quarant’ anni. Qualche volta è tornato a Pescina per una breve visita, sempre accolto con amore.

E’ venuto a mancare nel 1993.

 Diocleziano Giardini lo ricorda così:

 Parroco Canonico Curato nella Parrocchia di S. Maria delle Grazie in Pescina dal 22 dicembre 1928 al 31 agosto 1957 (rimase Parroco Onorario di questa Parrocchia fino alla sua Morte) Responsabile della Pia Opera S. Berardo dalla creazione al 1957

Commissario delle Confraternite di S. Berardo e del S. S. Rosario dal 1940 al 1957.

Un Parroco di altri tempi, efficiente nelle proprie funzioni, capace di riportare ordine nella parroc­chia .di S. Maria delle Grazie dopo alcuni anni di oblio a causa dei fatti del terremoto. Instancabile nell'attività di Parroco e di Cittadino influente, in quegli anni riuscì in alcuni restauri, come la chie­sa di S. Antonio e soprattutto la Concattedrale S. Maria delle Grazie, che erano rimaste in quasi totale ab­bandono dal terremoto.

Negli anni che seguirono fu l'anima che portò in Pescina:le scuole medie inferiori, il centro profes­sionale S. Berardo, la sezione di Agraria in S. Benedetto dei Marsi.

Fu attiva anche nella ricostruzione post terremoto per quanto riguarda le distinzioni civili; case po­polari; collaborò anche con il potere costituito per la costruzione della Sede municipale e dell'ospedale civile “S. Rinaldi”.

Si attivò anche nella copertura degli antifascisti e di partigiani.

Contribuì alla nascita di numerose associazioni cattoliche; e nel dopo guerra fu instancabile nella sistemazione degli sfollati della zona castello in case private e in quelle pubbliche da lui sollecitate

nella costruzione.                                                                                                             .

Come ogni uomo che si interessa di più argomenti, ebbe, come si suol dire, due popoli, ma la storia come diceva l'illustre pescinese Mazzarino "non potrà che parlare bene di lui".

E' il prete descritto in molti romanzi di Ignazio Silone con il quale ebbe numerosa corrispondenza e tantissimi incontri.