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Domenico
Scipioni nel manoscritto (1930 circa) "Notizie Biografiche dei Vescovi
dei Marsi" su questo vescovo Vaticanus annota quanto segue:
" Riporto quanto di questo presunto vescovo dei Marsi scrive il
Lanzoni: Vaticanus 501? - Nel Sinodo Romano del 501 sottoscrive un Vaticanus Episcopus Ecclesiae caelanensis, ceneliensis, oppure
caeliensis.". Il Mommes, dopo aver avvertito che questa diocesi
suole più comunemente scrivere Caelinensis e riferirsi a Maniagi nell'
Udinese da qua del Tagliamento presso il torrente Cellina sopra
Pordenone, a Maniago (Ughelli X 55) che corrisponderebbe all' oppidus
Caliniae, distrutto prima di Plinio, giustamente osserva che cotale
identificazione è altamente improbabile, perché nessun Vescovo della
Venezia e dell' Istria intervenne a quel Sinodo. La diocesi Caeneliensis
o Caeliniensis deve dunque cercarsi altrove. Il terreno di
investigazione è abbastanza vasto. L' Ughelli attribuì Vaticano
alla diocesi di Cagli (Calliensis) o a quella di Calvi; ma nel sec. V-VI
Cagli diocesi non esisteva, almeno con quel nome e la lezione calliensis
e calvensis sono troppo lontane dalle su riferite lezioni dei codici.
Io proporrei (ma senza alcune pretesa) di ricordare quel Vaticanus come
vescovo del paese dei Marsi, il quale avrebbe preso il nome di
Caelanensis dall' oppidum Caelanae (Celano) della Marsica. I competenti
giudicheranno di questa concettura: E' vero che gli Equi e i Marsi, a
quanto si dice, non avevano che una città degna di questo nome, cioè
Marruvium su la riva del lago Fucino, presso S. Benedetto, ma non
sarebbe inverosimile che tra la fine del secolo V e il principio del
secolo VI il vescovo della regione dei Marsi abitasse in Caelenae presso
il lago stesso". |