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Pandolfo è stato eletto vescovo dei Marsi da Vittore
II (1055 - 1057) nel 1056 secondo l' Ughelli; secondo il Di Pietro
invece: "Sebbene non possa fissarsi l' anno in cui Pandolfo fu creato
vescovo dei Marsi; pure sembra debba dirsi fondatamente che moprto
Quinisio vescovo illegittimo, il POntefice Giovanni XIX (1024 -1032),
circa il fine del suo pontificato, cioè circa l' anno 1032 o 1033 lo
spedisse vescovo a questa Diocesi".
Ci troviamo
in un momento difficile e tormentato sia della storia civile che
religiosa. Nella Marsica spadroneggiava la famiglia dei Berardi; essi
erano abituati a far eleggere vescovo uno dei loro membri, invece il
Papa volle eleggere Pandolfo, legato ai monaci di Montecassino, ma
soprattutto estraneo ai Berardi. Questi ottennero, allora, dal
successore di Giovanni XIX, Benedetto IX (Teofilatto dei Conti di
Tuscolo, 1032 -1045) che dalla Diocesi dei Marsi venisse staccata la
zona del Carseolano e quella della Valle di Nerfa (Castellafiume,
Cappadocia...) e fosse eretta una nuova diocesi con sede in Santa Maria
in Valle a Carsoli e venisse assegnata ad uno dei membri della famiglia
Berardi, Attone o Azzone. Pandolfo accolse malvolentieri questa
scissione e si adoperò per risolverla. D'altra parte, secondo il Di
Pietro - che riprende il Febonio - lo stesso Attone era un "uomo per altro distinto per natali, e
per le proprie virtù". Nel concilio di Firenze del 1055 il papa Vittore
II decise di riunificare la Diocesi dei Marsi e di trasferire il vescovo
Attone alla sede di Chieti. Le decisioni del Concilio di Firenze furono
fissate e poste in atto con la Bolla pontificia "In specula Sanctae
ed Universalis Ecclesiae", del 9 dicembre 1057, di Stefano IX (1057
- 1058) successore di Vittore II. Questa bolla è riportata per intero
dall Ughelli in "Italia Sacra", dal Febonio nel Catalogo dei Vescovi e
il Di Pietro dice"che si conserva nell' Archivio Vescovile dei
Marsi": purtroppo, date le note vicende del terremoto del 1915 e del
trasferimento della sede vescovile da Pescina in Avezzano, l' originale
è andato perduto.
Il vescovo Attone, trasferito a Chieti, vi rimase poco tempo, poiché
morì all' età di 38 anni e fu sepolto a Montecassino.
Sotto il governo pastorale del vescovo Pandolfo la Diocesi dei Marsi
conobbe una notevole rifioritura.
Dobbiamo ricordare in particolare che, anche se di quel periodo sono
andati perduti gli originali di importantissimi documenti, se ne è
salvato uno che testimonia le vitalità della Chiesa marsicana e l'
efficienza del suo Pastore Pandolfo. Ci riferiamo al più prezioso
documento storico che la Diocesi dei Marsi possiede: il rotolo
pergamenaceo dell'
EXULTET
commissionato da Pandolfo ai monaci di Montecassino. In esso è scritto
il nome del vescovo ed è possibile datarlo intorno al 1057.
Chi ha la curiosità di conoscerlo meglio può accedere alla pagina
dedicata al documento in questo sito,
cliccando qui.
Il vescovo Pandolfo, oltre che al Concilio di Firenze, partecipò anche
al "Concilio Romano congregato nell' anno 1059 da Nicola II" (1058
-1061) ed alla consacrazione della "Cihiesa di Monte-Casino eseguita da
Alessandro II (1061 - 1073) nel 1071" (Di Pietro) |