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Dal 1153, anno della morte di S. Berardo, al 1147 la
Diocesi dei Marsi deve essere rimasta vacante: difatti nessun autore
riporta il nome di qualche Vescovo che abbia governato la chiesa dei
Marsi in questo periodo. Il Vescovo dei Marsi Benedetto è citato
solo dallo storico locale Andrea Di Pietro; gli altri studiosi - Ughelli
compreso - lo ignorano. Il Di Pietro dice testualmente: "In una delle
pergamene poi che si conserverà nell' Archivio Capitolare dei Marsi,
pergamena di cui la copia autentica e esiste nel libro delle risoluzioni
epistolari che principia nell' anno 1718 nelle pagine 275 e seguenti, si
legge descritto la questione insorta nell' anno 1147 fra il vescovo dei
Marsi Benedetto affiancato dal capitolo della sua Cattedrale, ed i
chierici della Chiesa di S. Giovanni di Celano..."; questi ultimi
pretendevano che il Giovedì Santo si consacrasse un vaso di olio
benedetto solo per Celano ed essi poi l' avrebbero distribuito"alle
popolazioni situate fra i ruscelli Argentella, e Sisara nel tenimento di
quella Contea"(Di Pietro). La pergamena di cui parla l' Autore del
catalogo dei Vescovi del 1872 non esiste più, né viene citata dagli
altri studiosi: anche questo documento sarà andato perduto per le già
più volte citate vicende della sede vescovile dei Marsi.
Il Di Pietro aggiunge che il vescovo Benedetto è rimasto nella diocesi
dei Marsi fino al 1151, poiché in quell'anno il papa Eugenio III
(1145-1153) emanò un decreto, indirizzato al preposto Odorisio di
Celano a ai canonici della chiesa marsicana di S. Sabina, con il
quale metteva fine alla diatriba.
Riportando il Di Pietro, anche Scipioni cita il vescovo Benedetto.. |