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ALBERICO  -  anno 968 - 994

Siamo in uno dei momenti più drammatici e più vergognosi della storia della chiesa Marsicana, riecheggiando lo stato di tutta la Chiesa. Le famiglie dei potentati del tempo hanno perduto qualsiasi senso dello Stato, della Chiesa, di una società civilmente organizzata. Unica legge è la loro prepotenza. Nei Marsi domina la famiglia dei conti Berardi e sono proprio essi ad imporre anche l' autorità religiosa. Così nel 968 essi imposero come vescovo dei Marsi uno fra i più depravati e ambiziosi personaggi della loro famiglia, Alberico. .  Il Di Pietro dice che "visse per molto tempo non da Pastore, ma da lupo". Alla cerimonia del suo insediamento fu invitata una folta schiera di nobili e vi prese parte lo stesso imperatore Ottone I.

Alberico viveva in modo dissoluto ed aveva un amante. Per coprire in  parte la sua condotta davanti all' imperatore ed agli altri in quell'occasione fece vestire l' amante da suora. Egli riuscì con regali e concessioni ad ingraziarsi l' imperatore, che lo confermò nella sede vescovile di Marsia.(ora: San Benedetto dei Marsi). Finita la cerimonia, Alberico riprese la sua condotta libertina: tornò, fra l'altro, a convivere con lamante, da cui ebbe  un figlio. La sua ambizione lo portò  a desiderare di impossessarsi dell' Abbazia di Montecassino. A questo scopo ordì intrighi e imprese efferate, fino a ordinare il rapimento e l'accecamento dell' abate di Montecassino, Monsone. Ma al momento in cui i suoi sicari gli porsero gli occhi dell' Abate accecato, Alberico cadde vittima di un improvviso malore e morì. Nel frattempo si era allontanato dalla Marsica per seguire i suoi perversi disegni ed aveva lasciato il governo della Diocesi al figlio avuto dall' amante, Quinigi, il uqale gli succedette come vescovo dei Marsi.